🇵🇹 A Spasso sul Pontile Palificato di Carrasqueira

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Mio padre, volendomi sorprendere, parcheggiò il camper a debita distanza e mi disse: ”Vai, vai a vedere.”

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IMG_0152Il luogo era a dir poco desolato; il sole stava ormai calando, non mi rimase che fare spallucce e accontentarlo ma, dopo pochi passi in quello che mi sembrava il nulla, mi si presentò uno scenario emozionante: uno srotolarsi di pontili sorretti da palafitte, simili a corridoi che si addentrano nell’orizzonte, fatti di legno grezzo impallidito dal sole e dalla salsedine e, qua e là, delle casupole colorate da dove ci si aspetta esca qualche gnomo marittimo.

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Il Cais Palafítico da Carrasqueira è sconosciuto a molti, persino ai portoghesi. Rimane nello estuario del fiume Sado, sulla costa del Alentejo nella provincia di Alcácer do Sal.

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IMG_0135Da sempre gli abitanti della zona si sono occupati di agricoltura e pesca ma, con l’aumento del commercio delle ostriche negli anni ‘50 e conseguente aumento dei pescatori, iniziò a diventare difficoltoso accomodare le barche, questo perché, in bassa marea l’estuario è estremante paludoso e raggiungere le barche era praticamente impossibile.

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Fu allora che i pescatori ebbero questa magnifica idea: piantare dei paletti ed inchiodarci su delle tavole, cosi avrebbero potuto camminare sull’acqua e ognuno avrebbe raggiunto la propria barca senza difficoltà. Va da se che con l’avanzare del tempo è avanzata anche la lunghezza dell’improvvisato pontile che oggi supera le centinaia di metri.

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Per quanto riguarda le piccole e affascinanti casette, mi dispiace dire che non sono abitate da gnomi marini… servono come magazzini per attrezzatura. (Ne siamo sicuri?)

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Come arrivarci:

Se non disponete di un padre che vi ci porta in camper, c’è un autobus che fa la tratta Troia – Alcácer do Sal e vi permette di arrivare alla villa da Carrasqueira. Qui il pdf degli orari

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m.s.

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Ciao dalla vostra Crackita

🇮🇹 A Spasso per Montisola

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Olá!
Accolgo l’autunno sul Lago di Iseo.
Vi confesso: è il mio preferito fra i laghi lombardi. Ha per me un no so che di misterioso misto nostalgia, che tanto mi ricorda la mia terra.

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Soggiornerò in tenda a Marone, un paesello con poco più di 3000 abitanti. Ho scelto il Camping Vela.
Se anche voi, come me, prediligete il silenzio e la quiete questo è il  luogo che fa per voi: un piccolo campeggio in riva al lago dove regna la tranquillità. Qui non troverete animatori molesti o ragazzini che fanno baccano al bar con musica fino a tardi! Qui ascolterete soltanto il suono dell’acqua e dei vostri pensieri.

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Poco distante dal campeggio – una passeggiata di una ventina di minuti – si trova l’imbarcadero di Sale Marasino da dove parte, giorno e notte, il traghetto per Carzano sul Monte Isola. Anche da Sulzano è possibile raggiungere il Monte Isola giorno e notte attraccando però a Peschiera. Questa breve tratta costa €2,00 con un eventuale supplemento bici di €2,60.
Purtroppo la stagione è finita ma da metà marzo a fine settembre è possibile fare il giro dell’intero lago – da Pisogne a Sarnico – con un biglietto di €5,50 valido per 3 ore; mentre il giornaliero, per chi vuole fare delle soste intermedie, costa € 13,50 (€19,50 se avete con voi la bicicletta). Troverete queste ed altre interessanti informazioni al seguente link :
http://www.navigazionelagoiseo.it/

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Imbarcadero di Sale Marasino

Lascio terra ferma a bordo del traghetto dal molo di Sale Marasino in direzione a Carzano

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l’Isola divide in due il Lago di Iseo: lato est sponda Bresciana, lato Ovest sponda Bergamasca. Ha un’area totale di 12,8 km² e conta all’incirca 1.750 abitanti. E’ l’isola lacustre più grande d’Italia e la più alta di tutta l’Europa raggiungendo un’altitudine di 600 metri s.l.m.
Nel 2007 entrò a far parte della classifica dei Borghi Più Belli D’Italia. Ecco cosa leggiamo sul sito web della pregiata guida:

La meraviglia di Montisola, la prima che salta agli occhi insieme con il panorama mozzafiato, è che non ci sono automobili. Niente rumore (solo quello dei motorini dei residenti), niente smog, niente stress. Tutti a piedi o in bicicletta: l’unico mezzo consentito è il pulmino del Comune, per raggiungere le dodici frazioni. Ma il consiglio è zaino in spalla e camminare inoltrandosi per i sentieri solitari che costeggiano il lago o salgono verso i poggi, e lasciarsi andare alle rêveries come novelli Rousseau. Le rive del lago sono rallegrate da giardini, ulivi, fiori, ampi terrazzi coltivati a vite, e sulla spiaggia si può conversare tranquillamente senza farsi prendere dall’affanno del tempo.

… ed io seguirò il loro consiglio!

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Dal porto di Carzano mi dirigo verso sud e subito mi trovo davanti queste bellissime sculture, nei presso del parcheggio per le motociclette. Non ho informazioni a riguardo e me ne dispiaccio. Sono straordinarie non trovate?

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Poco più avanti, sull’unica strada che porta a Peschiera Maraglio, si erge l’incantevole chiesa di San Giovanni Battista. La sosta è obbligatoria!
Questa piccola chiesa barocca risale alla prima metà del Settecento e il suo interno è, a dir poco, notevole.

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La strada riva al lago che da Carzano porta a Peschiera è priva di abitazioni ma ornata da queste piccole Taxodium appena piantate. Raggiungeranno i 30 metri di altezza. Quest’albero è originario degli Stati Uniti (importato in Europa per la prima volta nel XVII sec). L’ambiente acquatico è perfetto per loro. E’ una pianta molto longeva che può arrivare  ai 1.000 anni!

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Dopo una quarantina di muniti di passeggiata eccomi a Peschiera Maraglio, un tempo abitata quasi interamente da pescatori e artigiani delle reti da pesca. Oggi è il luogo più turistico dell’isola e non c’è da cui stupirsi.

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Proseguo la strada lungo il lago, giro l’angolo ed essendo ora di pranzo, mi fermerò al “Ai Tre Archi” un ristorante a Sensole che già conosco e che vi consiglio vivamente oltre che per il cibo, anche per la gentilezza e competenza della proprietaria che, si vede, ama il suo lavoro.
Vi consiglio l’antipasto di lago e, se amate sperimentare, le sardine di lago. Sappiate che sono estremamente saporite perché passano dalla salatura all’essiccazione prima di essere messe sottolio – Io le adoro!
State attenti però, a non sbagliare – Il complesso è diviso in due ristoranti, il “Ai Tre Archi” è quello con le reti arancio dove mangerete bene spendendo meno del giusto.

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Riprendo la strada verso Ovest ed ecco il ricordo di Floating Piers!
Non posso fare a meno della foto di rito…
Come sicuramente sapete, il Floating Piers è stata un’installazione artistica temporanea dell’artista Christo, concepita come una passerella che attraversava le sponde del lago d’Iseo per una lunghezza complessiva di 3 chilometri.

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La strada di Sensole si srotola tra gli ulivi, in una pace ineguagliabile, in questa stagione.

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In cima alla collina dietro di me c’è la Rocca Martinengo ed è la che sono diretta.

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Lungo in cammino vi accorgerete di qualcosa di meraviglioso: Un rifugio paradisiaco per gatti del nome “Gatti al Sole”. La colonia esiste da circa 20 anni. I piccoli sono curati da volontari e da una veterinaria amorevole. Chiunque volesse essere di aiuto può effettuare una donazione cliccando sul tasto DONAZIONE nella loro pagina facebook  o, in loco, inserendo il vostro contributo direttamente nel “tubo”.

Dal golfo di Sensole è ben visibile la bellissima isola di San Paolo, proprietà privata della famiglia Beretta dal 1916.
Pare che, fino alla fine dell’800 l’isola fosse, da qui, raggiungibile a piedi, in alcuni periodi dell’anno.

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Esco da Sensole e… la strada in salita non è ancora finita!

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Arrivata in cima, dove inizia la sponda bergamasca, la vista è mozzafiato. Peccato la giornata non sia limpida…
Mi riposo un attimo vicina a questi fiori di topinambur.

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In questo meraviglioso belvedere ammiro queste macine in pietra dette “molazze” appartenenti al primo frantoio in pietra per la spremitura a freddo delle olive di Monte Isola, funzionante nella frazione di Siviano dall’anno 1957 al 1962. A seguito della chiusura del frantoio, mentre le macine venivano portate alla terraferma per essere vendute, sono cadute affondando nel lago essendo poi ricuperate nel anno 1996 dal Gruppo Sub di Monte Isola che la ha donate al Comune. Sono qui state esposte nel settembre dell’anno 2017

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Arrivo a Menzino e fra le grandi case di pietra spicca questo malandato palazzo, fortunatamente in fase di ristrutturazione. Quest’edificio seicentesco – Palazzo Zirotti – fu donato al Comune all’inizio del ‘900 dalla proprietaria Gianna Zirotti Richieri, completamente arredato con ambulatorio e attrezzature mediche, per istituire una condotta medica autonoma, allora inesistente sull’isola. Da allora questa casa divenne per gli abitanti “la cà dèl dutur”.

 

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Poco più avanti, si trova un piccolo gioiello che, avvicinarmici, mi fa sentire un personaggio dei libri di Jane Austen: la Chiesa di San Carlo, fatta costruire per un voto dopo l’epidemia per la peste del 1630

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Dalla stradina in salita che la costeggia dal lato interno dell’sola, si arriva al castello Oldofredi, costruito nel XIV secolo su di uno sperone roccioso rivolto sulla sponda bergamasca, da dove era possibile controllare tutto il lago da nord a sud.
Trovate dettagliate informazioni qui

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Arrivo a Siviano. Ci sono pochi posti da dove ammirare la vista sul lago…

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…ma questo limite di velocità fa di questo luogo un paradiso terrestre!

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Nel 1928 il comune di Siviano fu fuso con Peschiera Maraglio, a formare il nuovo comune di Monte Isola, abbracciando l’intera isola.
La chiesa dei Santi San Faustino e Giovita, dedicata ai Santi Martiri bresciani, edificata nel XVI secolo fu ricostruita nello stesso luogo fra il 1735 e il 1754. Benedetta nel 1759 e consacrata definitivamente nel 1946.

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Incantevole il fioraio del paese

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La strada è ora in discesa, e qui è di sicuro il luogo delle fate.

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Appena svolto l’angolo… eccola là… la mia passione personale: l’isola di Loreto

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La vista non è eccezionale, lo so, ma ho una foto che ho scattato in un’altra occasione :
Questa meraviglia di castelletto fu fatto costruire da Vincenzo Richeri, capitano di vascello nella Regia Marina e dalla sua sposa la Signora Giannina Zirotti di Sale Marasino  (già sopra menzionata) nel anno 1910.

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Continuo la mia discesa ed eccomi nuovamente a Carzano 

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Passeggio al porto in attesa del traghetto

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Trovo già appesi i manifesti per la prossima Festa di Santa Croce:
A Carzano, ogni 5 anni si rinnova un’antica tradizione dove, per 4 giorni, tra il sacro e il profano, il paese si adorna di fiori fatti a mano dagli abitanti. Il ol festù del deaol (il festone del diavolo) cosi la chiamano i “dirimpettai” di Sale Marasino per sottolineare lo sfarzo ritenuto un tempo eccessivo rispetto alle possibilità dei pescatori, è una festa attesa e famosa in tutto il Sebino richiamando, senza esagerare, migliaia di turisti. Appuntamento a settembre 2020

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Sul traghetto fa piuttosto freddo ma non rinuncio a stare seduta fuori

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Saluto la “mia” isola ma so che tornerò presto

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Mi accoglie la bellissima Sale Marasino, splendida riflessa nelle acque del lago

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Ultimo sguardo al tramonto lacustre prima di rientrare in campeggio

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Vi saluto, stanca confesso, dal mio sacco-a-pelo augurandomi vi sia piaciuto essere stati a a spasso con me.

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A voi la mappa dell’isola, il percorso che ho fatto è quello esterno, in rosso da Carzano a Peschiera e in blu da Peschiera a Carzano

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Ciao dalla vostra Crackita

🇮🇹 A Spasso per il Lago di Ãˆndine

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Olá! Sto andando alla scoperta di uno dei laghi meno conosciuti della Lombardia: il Lago di Èndine. Questo piccolo oasi si trova in valle Cavallina, in provincia di Bergamo a 30 km del capoluogo e a 60 km da Brescia.
Lo si può raggiungere in auto, percorrendo la strada che porta a Endine Gaiano. Per chi arriva da Brescia la strada è meravigliosa perché costeggia il lato est del lago di Iseo.

Giunti a destinazione si può parcheggiare in uno dei tanti spazi adibiti e gratuiti, ai lati della strada.
Lascio l’auto a San Felice al Lago, nel parcheggio a fianco alla chiesa di San Michele Arcangelo, un gioiello costruito nel 1628.

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Il percorso pedonale costeggia l’intero perimetro del lago ed è lungo 16 km (percorribile in 3 ore circa). Il percorso è semplice, senza dislivelli, adatto alle famiglie. Lungo il cammino si trovano diversi bar dove rifocillarsi o bere qualcosa di fresco, in completa pace.

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E’ un luogo incantevole, particolarmente ricco di vita animale, adatto alla nidificazione di specie dell’avifauna stanziale e migratoria come il germano, la folaga, la gallinella d’acqua, il cigno, il tarabusino, lo svasso, l’allocco, il martin pescatore ma anche rifugio di numerose varietà di anfibi e di pesci.

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… il tutto incorniciato da forti e curiosi alberi che costeggiano l’intero perimetro del lago e accompagnano il percorso pedonale tali come salici, pioppi, ontani e rari platani

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Sono sicura che troverete il posto ideale per il vostro picnic con pennichella al seguito

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Bellissime le piante acquatiche che io non mi stanco di ammirare; tra le altre la  canna palustre, i giunchi e le ninfee bianche, sono le mie predilette

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Ma se preferite qualcosa di più movimentato potete farvi un giro in pedalò o in una barchetta a noleggio. E’ possibile la pratica di sport acquatici come vela, windsurf, SUP o canoa mentre è severamente vietato l’uso di barche a motore. Nemmeno il capeggio è permesso ma, dal 2017, è possibile farsi una bella nuotata!

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Nei giorni più freddi dell’inverno il lago si ghiaccia e lo si può percorrere a piedi; in alcuni punti si può persino pattinare – anche se vietato dai regolamenti comunali per motivi di sicurezza.

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m.s.

Spero vi sia piaciuto questo pomeriggio insieme.

Per domande e suggerimenti, scrivete qui sotto, nei commenti.
Ciao dalla vostre Crackita

 

🇮🇹A Spasso per Val Bertone

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Olá! Oggi voglio farvi conoscere un angolo di pace e relax, un luogo a pochi km dal centro di Brescia,  la città dove vivo ora.
Vi porto in Val Bertone, pronti a partire con me?

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Si Parte!

Mi dirigo in auto verso la zona nord della città, seguendo le indicazioni per lo Stadio e subito dopo quelle per Nave – Valle Sabbia: le indicazioni stradali sono chiare, non potete sbagliare.
La strada che dalla zona Nord di Brescia porta verso Nave sale leggermente ma si guida con facilità; appena dopo il centro di Nave, proseguo dritta per  Caino.
Qui la strada inizia a diventare più tortuosa, ma non preoccupatevi, si percorre agilmente anche con una piccola utilitaria.

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Ex Cartiere Giustacchini in valle delle cartiere di Nave e Caino

Osservo con stupore le vecchie cartiere alla mia destra, molte delle quali abbandonate e rimaste simbolo della passata ricchezza industriale di questo luogo,  mentre alla mia sinistra le colline diventano sempre più verdi e rigogliose.

Se volete saperne di più riguardo le cartiere vi consigli questo libro, molto interessante.

Siamo quasi arrivati… Il centro del paese di Caino  si sviluppa su un ampia curva a destra, passata la curva dobbiamo solo proseguire per un paio di km prima di raggiungere, sulla sinistra, un ampio parcheggio sterrato.
… ed eccoci arrivati!

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Da qui abbiamo due scelte:
Possiamo parcheggiare e proseguire a piedi – la scelta più ecologica e salutare – oppure arrivare con l’ auto alla sbarra, pagare il permesso giornaliero ad uno dei guardiani (offerta libera con un minimo di 2 euro) ed imboccare la strada sterrata, lunga circa 2 km, che permette di raggiungere il parcheggio di destinazione. L’ingresso al parcheggio è ad esaurimento posti, circa una ventina.
Oggi salirò in auto, perché farò un picnic ed il mio zaino è piuttosto pesante; per chi prosegue a piedi consiglio scarpe da ginnastiche o da trekking leggero ed una bottiglietta di acqua.
La camminata è di circa 15 minuti in salita ma poco impegnativa, a portata di bambino.

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Rifugio gestito dai “Gnari  della Val Bertone”

All’arrivo mi accoglie il Rifugio gestito dai “Gnari  della Val Bertone”, un gruppo di volontari che dal 2014 gestisce questo angolo di paradiso, tenendo curata e sorvegliata la zona allontanando chi non rispetta la natura ed i suoi abitanti.

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Ho volontariamente fatto la tessera associativa , del costo di 5 euro annuali: in questo modo non solo sostengo il loro abile lavoro, ma ho l’opportunità di mangiare  nel loro caratteristico rifugio in  legno a prezzi davvero economici.  Qui trovate la loro pagina Facebook 
Dal menù potete scegliere tra grigliate, formaggio fuso, panini imbottiti e spesso, anche se non sempre, troverete in lista piatti di verdura e spaghetti nella versione aglio olio e peperoncino oppure al pomodoro. Una cucina gustosamente casalinga preparata dall’adorabile cuoca, la signora Franca. Parola d’ordine: adattarsi e socializzare.

Leggo con piacere nella nota affissa vicino alla cassa che nel faggeto qui vicino, nel periodo estivo, si possono seguire delle lezioni di yoga, della durata di un ora ciascuna; oggi forse ne approfitterò, ma prima pensiamo a dove accomodarmi per il mio picnic.

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Appoggiato lo zaino e la copertina sotto degli alberi poco distanti dal rifugio e decido di camminare lungo il torrente, per ammirare la bellezza del posto.

Accanto al rifugio scorre il torrente Garza, l’acqua è fresca e molto pulita. Sembra incredibile che sia lo stesso corso d’acqua che in città arriva sporco e maleodorante. Qui è davvero cristallino!
Il Garza nasce dal monte Prealba da più sorgenti e sfocia nel Mella, nei pressi di Capriano del Colle. Fino al 1947 si immetteva naturalmente nel fiume Mella a Bagnolo, ma il suo corso è stato deviato per portare acqua ai territori di brughiera che, per la siccità nei periodi estivi, perdeva buona parte dei raccolti. Molto prima, nel XV secolo, proseguiva lungo via S. Faustino e attraversava i sobborghi della città ricevendo gli scarichi urbani.

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Area barbecue

Sulle rive del torrente sono a disposizione dei visitatori molte aree picnic  attrezzate con tavoli, panche e barbecue. Se vi interessa venire a cucinare una grigliata sul posto, vi consiglio di raggiungere la Valle la mattina presto, specialmente nei periodi  più caldi, in modo da assicurarvi tavolo e barbecue. Mi raccomando: non dimenticate la carbonella e tutto l ‘occorrente per grigliare!
E` sempre gradita la condivisione e, una volta finita la vostra cottura, lasciate libero il barbecue a chi arriva dopo di voi, è un bel modo per fare nuove amicizie e perché no, scambiarsi le ricette!

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Papilio Machaon

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Ciclamino Selvatico

Proseguo la mia passeggiata:
Il bosco che mi circonda non è  troppo fitto, l’ideale per sdraiarsi su una copertina e rilassarsi: ci sono piante di ogni tipo, tantissime farfalle, bruchi e molti ciclamini… fate attenzione quindi a dove mettete i piedi.

Mi sono messa delle scarpe anti scoglio, quelle che utilizzo al mare, ed ora cammino nel torrente; l acqua è  bassa ed il fondale sassoso; ogni tanto faccio una sosta , tolgo le scarpe e mi riposo seduta su un masso

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Una farfalla è venuta a salutarmi! Credo le piaccia il fiore sul mio cerchietto!

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La fame si fa sentire, quindi torno al mio accampamento per gustare i miei panini!
Il silenzio, l’aria profumata e la temperatura gradevole mi fanno davvero rilassare…

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Sveglia!!
E` ora della mia lezione di yoga, mi  dirigo al faggeto, non devo perderla!

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L’insegnante è gentile e molto brava.
Alla fine della lezione mi racconta delle proprietà curative e benefiche che si sprigionano nell’abbracciare gli alberi.
Abbraccio subito un nocciolo accanto a me: la sensazione è davvero curiosa ma piacevole… provate!

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Si è fatto tardi… il tempo è volato e non vorrei più andarmene;  faccio ancora una passeggiata e scopro altri angoli della valle: Una vecchia fontana degli anni 60, un piccolo luogo di preghiera e altri scorci del torrente molto suggestivi.

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Non sembra proprio di essere appena fuori dalla città!
Se avete poco tempo per spostarvi, non volete fare lunghe code domenicali per il Lago o la montagna, questo posto fa per voi ma anche per i vostri bambini ed amici a quattro zampe. Vi basterà portare una coperta, repellente anti zanzare e scarpe adatte all’acqua, se volete passeggiare nel torrente.

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Vi ricordo che il campeggio non è consentito e che i fuochi vanno accesi solo nelle aree riservate al barbecue.

8b02316d-c892-451b-80ec-2ae100daddc2Ora devo proprio andare…
Saluto a malincuore  la Valle ed i simpaticissimi volontari del Rifugio,  che mi hanno fatta sentire subito a mio agio, riprendo l’ auto e scendo verso la calura della città

l.b.

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Ciao dalla Vostra Crackita!

🇵🇹 Tre Giorni a Lisbona

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Olá!
Ho pensato di
portarvi a Lisboa, mia città natia, per un viaggio di tre giorni

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Orio al Serio

Ho acquistato il biglietto aereo direttamente sul sito Ryanair due mesi fa e ho speso €120,00 (in bassa stagione costa molto meno: ho viaggiato con €40,00 ad ottobre, andata e ritorno). 

Partendo da Brescia – città dove abito adesso –  raggiungo Orio al Serio con l’autobus Autostradale, a mio parere servizio eccezionale e sempre puntuale. Senza intoppi arrivo in aeroporto.

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Pronta per il decollo!

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Il volo da Milano (BGY) a Lisbona, Portogallo (LIS) dura meno di 3 ore.
Mi rilasserò leggendo.

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Ed eccola li, Lisbona, capitale del Portogallo! Sette colline che si specchiano nelle acque del fiume Tago (Tejo) che, dopo aver attraversato tutto il paese si fonde per sempre con l’Oceano Atlantico.

Il porto fluviale di Lisbona ha avuto un ruolo da protagonista sin dai tempi remoti, vari popoli del Mediterraneo arrivarono qui attratti dalle possibilità commerciali offerte dalla posizione privilegiata, i Fenici furono uno di questi che, nel 800 a.C. fondarono Alis Ubbo o Olissopo, da cui deriva l’attuale nome Lisboa.

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Aeroporto da Portela – Lisboa

Aeroporto di Lisboa- Portela – Benvenuti a Lisbona – aspetto la valigia e sono pronta.

Taxi?


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Vi sembrerà strano, ma il servizio taxi di  Lisbona con è affatto caro. Lo scelgo per raggiungere il centro dall’aeroporto e mi costerà €12.35
Qui trovate altre informazioni su come muovervi a Lisbona

Primo Giorno

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Prendete il tram 15E in Praça da Figueira – in centro, raggiungibile in metropolitana, fermata RossioVi ho evidenziato la fermata del tram, vedete? In basso a destra colorata di giallo.

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Godetevi il viaggio di 35 minuti e scendete al Monastero dei Jeronimos 

 

 



Come prima cosa, una bella colazione: devo obbligatoriamente fermarmi ai 
Pasteis de Belém!

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Pasteis de Belém

All’inizio del XIX secolo esisteva in questo luogo una raffinazione di canna da zucchero con annesso negozietto di articoli vari. Come conseguenza della rivoluzione liberale avvenuta nel 1820, nel 1834 tutti i monasteri del Portogallo furono chiusi e il clero insieme ai lavoratori espulsi.
Nel tentativo di sopravvivere, qualcuno del monastero si mise a vendere, in questa struttura, dei pasticcini che vennero velocemente soprannominati: “Pastéis de Belém“.

Se vedete una lunga coda non vi spaventate, vi insegno un trucchetto: entrate, sedetevi e presto verrete serviti!
Ignari, tutti si mettono in coda, ma questa serve solo per il servizio al banco!
Comodamente seduti al tavolo, potete ordinare dei pasteis da portare via in confezioni da 6 unità.

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Il monastero di Jeronimos (Geronimiti) è stato classificato come “Patrimonio culturale di tutta l’umanità” dall’UNESCO nel 1983.

Principale esempio di architettura manuelina, questo monastero è il più notevole complesso monastico portoghese del suo tempo e una delle principali chiese d’Europa.
La sua costruzione iniziò, per iniziativa del re Manuel I, all’alba del XVI secolo e si estese per cento anni.

l’Infante Dom Henrique, nel 1452, aveva li fatto costruire l’Eremo di Santa Maria de Belém, e in quella chiesa, grandi navigatori come Pedro Álvares Cabral, Vasco da Gama e altri, vegliarono prima di partire per i loro grandi viaggi in mare.

Nel 1496, prima della scoperta della rotta marittima verso l’India da parte di Vasco da Gama, D. Manuel I chiese alla Santa Sede di avere il permesso di erigere un grande monastero al posto del vecchio eremo dell’Ordine di Cristo all’ingresso di Lisbona, vicino alle rive del Tago.

Donato poi ai monaci dell’Ordine di San Girolamo, è ora comunemente noto come Monastero di Jerónimos.
Clikate qui per una visita virtuale

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Mosteiro dos Jeronimos

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Museu Nacional de Arqueologia de Lisboa

Nell’ala est del Monastero di Jerónimos, precedentemente occupato dalle camere dei monaci, si trova Il Museo Nazionale di Archeologia di Lisbona

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In fondo al piazzale del Museo di Archeologia si trova  il Planetário Caloust Gulbenkian. Li dentro vengono svelati i misteri del cosmo e puoi goderti un viaggio virtuale tra i pianeti, una visita alla Luna, seguita da una spedizione nella regione polare. Inoltre, il planetario presenta interessanti documenti audiovisivi sulle eclissi lunari e solari, il movimento delle stelle e il sistema solare, e altro ancora.
Adoro quel posto!   Sbirciate qui

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Museo da Marinha

 

Di fianco al Planetario si trova museo della Marina: Museo da Marinha, il luogo migliore per rivivere il glorioso passato del Portogallo.  Le sale del museo ripercorrono le grandi avventure di marinai ed esploratori che con le loro scoperte ampliarono gli orizzonti del mondo.
Museo da Marinha

 

Prossima fermata: Torre de Belém

La linea ferroviaria e la Av. da India costituiscono una barriera insormontabile per coloro che vogliono accedere dal Monastero dei Jerónimos alla Torre de Belém o viceversa –  è necessario utilizzate un sovrappassaggio. Per il monumento alle scoperte invece ci si può servire dal passaggio sotterraneo. 

Guardate la foto sotto:

Ponte cavalcavia 

Sottopassaggio  

Scelgo di utilizzare il cavalcavia e… che ne dite, ci riposiamo per un momento ?

Mi fermo alla Confeitaria Nacional Belém, un localino in riva al Tago, senza pretese, dove assaporare lo spirito portoghese. Ordino al banco e mi siedo fuori, avendo di fronte la Torre de Belém.

Un Pastél de Bacalhau (polpeta di merluzzo) um Rissól de Camarão (raviolone di gamberi) e una imperial (cosi si chiama le birra piccola alla spina) Sagres, che è la più amata birra nazionale. 

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Torre de Belém 

La Torre di Belém  (originariamente Torre de São Vicente) è una delle maggiori attrazioni turistiche del Portogallo e il più grande simbolo architettonico del paese.

Insieme al Monastero di Jeronimos e al Monumento delle Scoperte forma il trio più visitato del paese.

Classificato come sito del patrimonio mondiale dall’UNESCO dal 1983, è stato eletto una delle sette meraviglie del Portogallo il 7 luglio 2007.

La Torre de Belém si trova sulla riva destra del fiume Tago, dove un tempo esisteva la spiaggia di Belém. In origine la torre era circondata dall’acqua, ma nel corso dei secoli è stata avvolta della spiaggia, incorporandosi infine alla terraferma.

E’ un’icona dell’architettura del regno di Manuele I del Portogallo.

La Torre de São Vicente appartiene alla formazione difensiva del bacino del Tago, eretta da João II del Portogallo nel 1514, composta a sud dalla torre di São Sebastião da Caparica (1481) e a ovest dalla Torre di Santo António de Cascais (1488).

Nel corso del tempo la torre perse la funzione difensiva e gli antichi depositi di esplosivi lasciarono il posto alle segrete. Nei quattro piani della torre, rimangono la Sala del Governatore, la Sala dei Re, la Sala per le Udienze e, infine, la cappella con le sue caratteristiche volte cinquecentesche.

Il monumento riflette influenze islamiche e orientali, che caratterizzano lo stile Manuelino. Implicito è anche il nazionalismo, poiché è tutto circondato da decorazioni dello stemma del Portogallo, incluse iscrizioni di croci dell’Ordine di Cristo nelle finestre del bastione.

L’ultima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
Per informazioni riguardo orario e prezzo potete visitare il sito web della Torre.

Sul pavimento vicino alle torre trovo una poesia di Fernando Pessoa:

Onda che, arrotolata, torni,
Piccola, al mare che ti ha portato
E nel ritirarti ti frastorni
Come se il mare niente fosse,

Perché porti con te?
Solo la tua cessazione,
E, nel tornare al mare antico,
Non porti il mio cuore?

Poco distante della Torre de Belém c’è un’altro monumento che dobbiamo visitare:

Padrão dos Descobrimentos

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Si rimane colpiti dal pavimento in marmo, di fronte al monumento, dove è rappresentata una rosa dei venti di 50 metri di diametro, disegnata dall’architetto Luis Cristino da Silva e offerta dal Sudafrica nel 1960.
Al centro è raffigurato  un planisfero largo 14 m, decorato con elementi vegetali, rose dei venti, buffoni, una sirena, un pesce fantastico e Nettuno con tridente e tromba montato su un essere marino. Date, navi e caravelle segnano le principali rotte dell’espansione portoghese, tra il XV e il XVI secolo

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Il monumento originale, in materiali deperibili, fu eretto nel 1940 in occasione dell’esposizione mondiale portoghese per onorare le figure storiche coinvolte nelle scoperte portoghesi.

L’attuale replica in cemento e pietra è stata inaugurata nel 1960.
Prezzi e orari 
qui

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Prendo l’ascensore che porta in cima al monumento e guardate che vista!
Da qui si vede perfettamente il meraviglioso Monastero dei Jeronimos e, a sinistra il CCB – Centro culturale de Belém che ospita una collezione d’arte moderna importante. L’ingresso è libero!

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Mozzafiato la vista da qua su, vero? Dietro a me il ponte 25 d’Aprile

 

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Per oggi mi fermo qui.

E’ stata una giornata piena e è ormai ora di cena. A tale proposito avrei un’idea: Proprio qui di fianco c’è un ristorante dove si mangia marisco (frutti di mare) : Cervejaria Portugália.

Una curiosità: in Portogallo, nelle cervejarias – letteralmente birrerie – oltre che bere birra, ovviamente, si mangiano frutti di mare e altre stuzzicherie.

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Secondo Giorno

 Elétrico 28

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Elétrico 28

Dalla piazza del Rossio con omonima fermata della metropolitana – imbocco Rua Augusta.

La Rua Augusta è una via pedonale, spesso ritrovo di artisti di strada, artigiani e venditori ambulanti. E’ una delle strade più importanti a livello commerciale dove si trovano diversi negozi dei più noti marchi internazionali.

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In fondo alla via troviamo l’ Arco da Rua Augusta, un arco trionfale basato su un progetto di Eugénio dos Santos. La sua costruzione fu pianificata nel 1759, al momento della ricostruzione Pombalina, dopo il terribile terremoto del 1755, che distrusse il centro di Lisbona, ma i lavori furono completati solo nel 1873.

Usando un ascensore al suo interno e due rampe di scale ripide è possibile, da qualche anno, raggiungere il belvedere in cima all’Arco per 2,50 euro.

Arco da Rua Augusta

Arco da Rua Augusta

Praça do comercio

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La Praça do Comercio, ex Terreiro do Paço, affacciata sul fiume Tago, è una delle piazze più grandi d’Europa, con circa 36.000 m² (180m x 200m).

Per circa due secoli qui c’era il Palazzo Reale, nella cui biblioteca erano conservati 70 mila volumi e centinaia di opere d’arte, tra cui tele di Tiziano, Rubens e Correggio. Purtroppo tutto è andato distrutto dal terremoto del 1755.

Oggi gli edifici circondanti sono parzialmente occupati da alcuni dipartimenti governativi e, al piano terra, da ristoranti e bar.

Nel centro della piazza, si può vedere la statua equestre di D. José, eretta nel 1775 da Joaquim Machado de Castro, il principale scultore portoghese del XVIII secolo.

L’area serviva da parcheggio fino agli anni ’90 ma oggi, questo vasto spazio, viene utilizzato per eventi culturali e spettacoli.

Café Martinho da Arcada

Café Restaurante Martinho da Arcada

In piazza si trova il famoso Café Martinho da Arcada, il più antico di Lisboa (ha compiuto 235 anni), uno dei preferiti di Fernando Pessoa.
Poso approfittare per fare colazione!

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Rua Augusta

Torno ora indietro sui miei passi: ripasso sotto l’arco della Rua Augusta, ripercorro la via pedonale fino alla Rua da Conceição (la terza via che incrocio), svolto a sinistra e proseguo finché non trovo la fermata del tram 28. Non importa in che direzione lo prendo, l’idea è quella di fare il giro completo poiché, dalle finestre di questo pittoresco mezzo di trasporto, potrò apprezzare gran parte del patrimonio storico e naturale di Lisbona.

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Se non avete scelto di fare la card Viva Viajem o la Lisboa Card di cui ho parlato qui allora vi suggerisco il biglietto giornaliero Carris / Metro che costa € 6,00. Il biglietto dura 24 ore (se ad esempio lo convalidate alle 9 del mattino di oggi, potette utilizzarlo fino alle 9 di domattina).

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I tram arrivarono dagli Stati Uniti all’inizio del XX secolo per sostituire le vecchie carrozze trainate da cavalli, che all’epoca erano il principale mezzo di trasporto in Portogallo. La linea 28 è stata inaugurata nel 1913.

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Percorso – Tram 28

Il  tram 28  parte da Martim Moniz e termina a Campo de Ourique, nel Cimiterio dos Prazeres. Tuttavia, dato che è molto frequentato, ci sono tram che realizzano percorsi più piccoli, tra Graça e Estrela.
Consultando gli orari sul sito della Carris, vedo che l’intervallo di passaggio è di circa 10 minuti, ciò mi permetterà di scendere ad osservare più attentamente qualunque cosa mi attragga lungo il tragitto.

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Académia Belas Artes de Lisboa

Da Rua da Conceição decido di salire sul tram diretto a Campo de Ourique (Prazeres)
La strada si fa subito ripida, passa accanto alla Accademie delle Belle Arti e arriva al Chiado, uno dei quartieri più cosmopoliti e storici della città, tra il Bairro Alto e Baixa.

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“To be on not to be…” Teatro Nacional de São Carlos

Una novità mondiale dal 2012: Approssimativamente di un metro quadrato, il codice QR  inserito nella calçada portoghese (marciapiede) tra la libreria Sá da Costa e il negozio Paris em Lisboa, in prossimità dell’incrocio delle Rua Garrett e Serpa Pinto fa accedere alle informazioni turistiche.

Clikate qui per l’interessante video della realizzazione

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QR code

Qui possiamo trovare teatri (Teatro Nazionale di São Carlos e di São Luiz), negozi di design, gallerie d’arte, ristoranti, caffè (lo storico Café Brazileira con la famosa statua del poeta Fernando Pessoa), librerie, l’ascensore Bica e il belvedere de Santa Catarina.

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Caf̬ Brazileira РStatua di Fernando Pessoa

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Elevador da Bica

 

Miradouro de Santa Catarina

Miradouro de Santa Catarina

Il tram scende adesso per la Calçada do Combro,  passando per l’Assemblea della Repubblica (l’abbiamo vista nel film “la Casa degli Spiriti”)

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Assembleia da Republica

Sale ora verso Estrela, passando così accanto al magnifico giardino, pieno di torreggianti dragoni e alberi di jacaranda.

Potrei fare una sosta qui e visitare la maestosa Basilica da Estrela, una delle più brillanti realizzazioni del tardo barocco in Portogallo. (Ingresso gratuito)

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Basilica da Estrela

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Proseguo il mio viaggio e passo davanti alla chiesa Santo Condestável, costruita in stile neogotico in onore del Conestabile D. Nuno Álvares Pereira (1360-1431),  progettata dall’architetto portoghese Vasco Regaleira e inaugurata il 14 agosto 1951.

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Arrivo quindi al capolinea, al Cimitério dos Prazeres.

Un cimitero monumentale costruito il 1833, dopo che la città di Lisbona fu colpita da una violenta epidemia di colera: 12 ettari, tagliati da innumerevoli vie fiancheggiate da alti cipressi – Un luogo dove regna il silenzio e la quiete, che invita alla contemplazione di tutte quelle costruzioni che raccontano il passato di chi se ne è andato per sempre e di chi è rimasto con il dolore.

“La fede tiene insieme coloro che la Morte separa” recita la frase incisa su una lapide.

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Sulla via del ritorno, all’interno della carrozza di legno del mio “Giallo” 28, proseguo il viaggio verso la parte orientale della città. Tra dossi e discese ripasso dal punto da dove sono partita e salgo sulla collina di Alfama.

Passata la Chiesa della Maddalena mi si presenta di fronte la Sé de Lisboa, monumentale Cattedrale del XII secolo, costruita sull’antica moschea musulmana della città. Le visite sono a pagamento: chiostro e tesoro € 4,00

Sé de Lisboa

Sé de Lisboa

Il vecchio tram continua la ripida salita, passando dal Miradouro de Santa Luzia a dal Largo das Portas do Sol, da dove posso godere di una delle viste più belle che Lisbona ha da offrire.

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Miradouro de Santa Luzia

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Azulejos no Miradouro de Santa Luzia

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Portas do Sol

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Portas do Sol

Entro ora nel vecchio e stretto quartiere di Alfama,  luogo di nascita del Fado groviglio di strade labirintiche, dimenticate dal tempo.

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Il trionfante 28 continua la sua scalata per la Calçada São Vicente,  arrivando a Voz Do Operaio:
Se vi trovate a compiere questo viaggio di sabato o di martedì mattina, scendete qui e andate a curiosare al mercatino delle pulci Feira da Ladra. L’accesso è piuttosto nascosto, alla sinistra del Monastero di São Vicente.

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Mosteiro São Vincente

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Da google Maps segnaletica stradale che indica la fiera

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Feira da Ladra

Infine, raggiungo il luminoso Largo da Graça, arroccato sulla collina più alta di Lisbona.

Non posso non visitare il Miradouro da Graça e Senhora do Monte e… già che ci sono, mi prendo un caffè!

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Miradouro da Graça

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Vista dal Miradouro da Graça

Posso ora prendere congedo dal mio amico 28 e tornare a piedi alla Baixa. Approfitto della vicinanza per visitare il Castelo di São Jorge e lasciarmi sorprendere dalla vista panoramica sulla valle di Lisbona e sul fiume Tejo.
guardate qui per orari e prezzo

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Castelo de São Jorge

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vista dal Castelo di São Jorge

Prima di rientrare, mentre scendo per Rua Bartolomeu de Gusmão, mi fermo qui, al nº 11-13, per un buon bicchiere di vino nazionale.
Il Wine Bar do Castelo è una tranquilla enoteca dove trovo oltre 150 vini portoghesi al bicchiere, oltre a specialità da gourmet quali carni affumicate, formaggi, olive e altri gustosi contorni.

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Terzo giorno 

Parque das Nações

Oggi mi sposto nella parte più moderna di Lisbona dove, nella zona est della città, lungo l’estuario del Tejo, sorge il Parque das Nações

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Prendo la linea rossa della metropolitana e scendo alla fermata Oriente.

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Gare do Oriente

La moderna stazione Gare do Oriente in cui affluiscono il traffico ferroviario, autobus di linea e metro è opera dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Il disegno dei supporti metallici della copertura del recinto, di acciaio e vetro, ricordano i rami dei tanti alberi presenti a Lisbona.

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In occasione della EXPO del 1998 è stato realizzato questo ambizioso piano urbanistico che ha radicalmente trasformato la fisionomia della zona. Difatti, per realizzarlo, sono stati demoliti una raffineria, un mattatoio, una discarica e vari magazzini militari che hanno lasciato spazio a questo spettacolare quartiere residenziale.

Numerosi e talentuosi architetti hanno dato un prezioso contributo nel rendendo il Parco delle Nazioni ammirevole dal punto di vista architettonico e urbanistico, qui l’architettura e l’arte si uniscono alla natura creando una zona di svago davvero speciale e unica.

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Pavilhão de Portugal

Pavilhao de Portugal

Pavilhão de Portugal – L’edificio ha una grande piazza coperta da una imponente placca in calcestruzzo precompresso, da un progetto di Álvaro Siza Vieira che si basa sull’idea di un foglio di carta appoggiato a due mattoni.

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Oceanário de Lisboa

Da non perdere è l’Oceanário de Lisboa, considerato il miglior acquario del mondo da TripAdvisor nel 2017.
Con una superficie totale di ventimila metri quadrati, l’Oceanário ha circa 7.500.000 litri d’acqua (divisi tra più di 30 acquari) e ottomila organismi, tra animali e piante, di cinquecento specie diverse.
All’interno, l’attrazione principale è l’acquario centrale con 5 milioni di litri, che rappresenta l’Oceano Globale, in cui coesistono diverse specie di pesci come gli squali, barracuda, razze, tonno e piccoli pesci tropicali. Degni di nota sono anche i quattro diversi acquari che rappresentano, per la sua ricchezza naturale in termini di flora e fauna, gli habitat marini il Nord Atlantico, l’Oceano del Sud, il Pacifico e l’Oceano Indiano – separati dall’acquario centrale da grandi pannelli in acrilico posizionati strategicamente creando l’illusione di un unico acquario.

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Odi e Kasi

… confesso… mi sono innamorata di loro, Odi e Kasi, due lontre-marine provenienti dalla’Alaska

 

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Vasco

 

La mascotte scelta dall’Oceanário de Lisboa è Vasco, in riferimento al navigatore portoghese Vasco da Gama

 

 

 

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Marina Parque das Nações

Approfittando della sua posizione geografica, il Parco è anche orgoglioso del suo moderno porto turistico Marinha Parque das Nações con 600 posti barca, nonché infrastrutture, preparate per ospitare eventi importanti dell’attività nautica.

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Ammiro un’ultima meraviglia:
Vasco da Gama, il ponte che con i suoi 16 km di lunghezza, di cui 13 sulle acque del Tago, è il più lungo al mondo.

La sua bellezza mi emoziona…

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Bene amici, i tre giorni sono giunti al termine ma… se avete ancora un po di tempo, ecco altre cose da fare e da vedere a Lisboa

A presto.

m.s.

Se avete domande e suggerimenti scrivetemi nei commenti
Ciao dalla Vostra Crackita!

 

 

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🇮🇹 Alla scoperta dell’Isola del Garda

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IMG_0973Olá!
Questa mattina andrò all’Isola del Garda.
Inizio con una buona colazione a Salò alla Casa del Dolce (Lungolago Zanardelli, 72).
Se capitate da queste parti, fermatevi ad assaggiare una delle loro squisite brioche lievitate con lievito madre!

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Nei periodo estivo la famiglia Borghese Cavazza apre le “porte” della loro Isola di Garda organizzando eventi culturali e 3 visite guidate al giorno (tutti i giorni della settimana ad eccezione del sabato e lunedì). La visita dura circa due ore e vi verrà offerto un drink di benvenuto.

Raggiungerò l’isola a bordo del loro motoscafo

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Per le persone diversamente abili riporto ciò che ho trovato sul sito web:

“Per persone diversamente abili avvisiamo che ci sono 3 scalinate durante la visita. Su richiesta possiamo accompagnare la persona alla zona di rinfresco con un golf car. Purtroppo in questo caso due terrazze dei giardini non saranno visitabili ma visibili dalla terrazza superiore. Il tour non è adatto a chi è in sedia a rotelle motorizzata, a causa delle difficoltà di accesso alla barca e del trasporto della sedia a rotelle sull’isola. Vi preghiamo di informarci di qualsiasi necessità al momento della prenotazione.“

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I cani sono ammessi sull’Isola con un piccolo supplemento di 3 euro; devono stare sempre al guinzaglio e non possono entrare all’interno della villa a meno che non siano abbastanza piccoli per essere tenuti un braccio.

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La trasferta da Salò, Portese, Gardone, Manerba o da San Felice del Benaco all’isola dura 15 min. Da Maderno 25 min mentre da Garda, Bardolino, Torri del Benaco, Gargnano o da Sirmione dura 30 min.
Il prezzo cambia in base alla distanza.
Da Salò il prezzo è di 31 euro.

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Eccomi arrivata!
Guardate che meraviglia il colore dell’acqua vicino all’isola!

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Il porto alle mie spalle fu costruito nel 1830. Purtroppo alla fine del ‘800 la torre venne dimezzata per problemi strutturali. Viene oggi simpaticamente chiamata dalla famiglia “la piccola torre di Pisa” a causa della, ancora oggi, visibile pendenza.

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Guardate lo splendore di questa piccola darsena!

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Nel corso dei secoli l’isola del Garda ebbe vari nomi legati quasi sempre ai diversi proprietari: insula Cranie, isola dei Frati, isola Lechi, isola Scotti, isola de Ferrari e più tardi isola Borghese.

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Persino S. Francesco valutò questo luogo ideale per i suoi frati; parte dell’isola gli fu donata da Biemino da Manerba permettendogli di istituirci un modesto romitorio nella parte scogliosa a nord.

IMG_0870L’isola all’epoca dei frati

Nonostante le continue incursioni di soldatesche Bresciane, Veronesi e Mantovane i frati non abbandonarono mai questo luogo solitario e con l’arrivo di S. Bernardino da Siena, nel 1429 il modesto monastero venne rinnovato ed ampliato divenendo un importante centro ecclesiastico di meditazione che ospitò illustri personaggi religiosi, tra loro ci fu padre Francesco Licheto della nobile famiglia Lechi di Brescia, che nel 1470 vi istituì una scuola di teologia e filosofia ma, dopo la sua morte, la comunità religiosa dell’isola andò incontro ad una inevitabile decadenza.

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Dal 1685 al 1697 fu convento di noviziato dove i frati facevano ritiro. Nel 1797 Napoleone e la Repubblica Cisalpina, acquisì il diritto di proprietà sull’isola ed eliminò il monastero. Negli anni successivi l’isola passò di mano in mano ma fu il Conte Luigi Lechi di Brescia (1817) a disporre importanti opere di restauro e costruzione cedendo l’isola, vent’anni dopo, al fratello Teodoro, ex generale dell’esercito di Napoleone che, a sua volta, apportò ulteriori modifiche con l’aggiunta delle terrazze di fronte alla villa.

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Nel 1860 lo Stato tolse l’isola a Teodoro assegnandola all’esercito con l’idea di costruirvi una fortezza. Tale fortezza non venne però mai costruita e se ne decise la vendita all’asta; la proprietà fu aggiudicata al Barone Scotti che la rivendette al Duca Gaetano de Ferrari di Genova e a sua moglie, l’Arciduchessa russa Maria Annenkoff.

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E cosi, il Duca e sua moglie l’Arciduchessa tra il 1880 e il 1900, si dedicarono alla progettazione e alla realizzazione del parco, costruendo muri di contenimento verso il lago e importando terra fertile e piante esotiche.

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Il palazzo fu arricchito da terrazze sistemate a giardino all’italiana con elaborati disegni di siepi e cespugli fioriti. Prima della morte del Duca nel 1893, i due concepirono insieme il progetto di un palazzo da costruire al posto della vecchia villa Lechi.
La villa in stile neogotico-veneziano venne costruita tra il 1890 e il 1903, su progetto dell’architetto Luigi Rovelli.

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Le facciate sono decorate da finestre ad arco acute e in quest’angolo si erge una torre coronata da merlature a ricamo in pietra con decorazioni floreali in stile neogotico

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Meraviglioso, non trovate?

Dopo la morte dell’Arciduchessa Maria Annenkoff, l’isola passò in eredità alla figlia Anna Maria de Ferrari, sposa del Principe Scipione Borghese di Roma.

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Anna Maria, donna intrepida, appassionata viaggiatrice e fotografa, amò molto l’isola dove visse tutta la vita curandone il parco e i ricordi di famiglia (1874-1924).

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Anna Maria Borghese de Ferrari
Isola del Garda, 1905 
© Collezione Cavazza

Con la sua morte la proprietà passò a suo marito Principe Scipione Borghese che, nel 1927 la lasciò alla figlia Livia, sposata con il Conte Alessandro Cavazza che successivamente la lasciarono al figlio Camillo, avendo come erede la moglie Charlotte e i loro sette figli,  attuali proprietari.

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Sulla terrazza centrale davanti alla Villa il giardino è in stile classico all’italiana con siepi sapientemente modellate che rappresentano varie figure ivi compreso lo stemma della famiglia De Ferrari che ha dato vita al giardino

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A destra si trova un bellissimo giardino d’inverno.
Vi confesso che sono una mia passione! Guardate! La bouganville esce dal tetto

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Accanto alla villa, crescono palme provenienti dalle Canarie. Sulla terrazza inferiore, in riva al lago si trovano alberi da frutto accompagnate dalle fioriture alternate di rose, iris, lavande, valeriana, cinerarie, buganvillea, margherite, zinnie e dalie che regalano armoniose pennellate di colore e profumi

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L’osteria dell’isola dove il personale era solito trascorrere il tempo libero.

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La parte più suggestiva e selvaggia si trova nella zona pianeggiante dell’Isola, ove si trovano cipressi sempre verdi, cipressi di palude, querce caduche, cedri, pioppi, lauri, platani, abeti e pini di varie specie frammisti ad arbusti ed essenze più tipicamente mediterranee.

Questo parco rimane tutt’oggi un segreto ben conservato, solo da poco tempo aperto ai visitatori

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Saluto a malincuore questo luogo incantevole promettendo a me stessa di ritornare ben presto, magari per assistere ad uno dei fantastici concerti in programma! Qui sotto vi lascio il link dove potete prendere visione della programmazione e prenotare la vostra visita:    Isola del garda

m.s

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🇮🇹 La Ciclopedonale dei Sogni sul Lago di Garda: come arrivare, dove parcheggiare info e foto

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Olá! Oggi percorrerò la Ciclopista dei Sogni che, dall’Hotel Panorama a Limone sul Garda (località Capo Reamol), arriva fino al confine con la provincia autonoma di Trento.

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Larga due metri e mezzo a una cinquantina di metri di altezza a sbalzo sul lago, aggrappata alle pareti di roccia, corre per 2 km parallela alla Gardesana (Strada Statale 45 bis)

C’è da dire che, con la sua struttura metallica e la pavimentazione in calcestruzzo effetto legno, sembra quasi di essere a bordo di un bellissimo veliero
I lavori per la sua realizzazione sono iniziati il 26 settembre 2016 ed è stata inaugurata il 14 luglio 2018.

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La nuova pista ciclabile però, è soltanto l’inizio di un progetto ben più grande:
La futura Ciclovia del Garda con circa 140 km abbraccerà il Lago di Garda toccando le regioni del Trentino, del Veneto e della Lombardia, con possibile collegamento alle Ciclovie del Sole e del Vento.

Come Arrivare:

In Autobus: con la linea Brescia – Riva del Garda di Brescia Nord.

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Eccovi gli orari che ho fotografato in fermata 😉

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In Auto: In problema non è tanto la strada da fare ma dove lasciare l’auto. Il luogo più vicino dove parcheggiare è in centro al paese Limone del Garda. Vi do un aiuto: impostate sul navigatore Via Lungolago Guglielmo Marconi, 50, Limone sul Garda. Li troverete un ampio parcheggio multipiano con, nelle vicinanze, un ampio parcheggio su strada.Vi consiglio di NON avventurarvi a lasciare l’auto nei parcheggi degli hotel vicini alle pista perché rischiate di non trovarla più… Una volta parcheggiato proseguite su Via Lungolago Guglielmo Marconi tenendo il lago alla vostra destra, attraversate Piazza Garibaldi e continuate poi sulla nuova Via Reamol. Passate l’hotel Astor, l’hotel Villa Romantica e, poco più avanti, noterete una scalinata alla vostra sinistra che vi condurrà sulla strada principale SS45bis (in alternativa, volendo evitare le scale, c’è una stradina ripida qualche metro più avanti)
Arrivati allo stradone andate a destra finché non vedete l’inizio della pista. Questa prima tapa sale e scende quindi preparatevi con scarpe comode e bottigliette d’acqua. Ho tracciato (il meglio che ho potuto 😀 ) il percorso nella mappa qui sotto:

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Tra andata e ritorno sono circa 9 Km (2,5 dal parcheggio al Hotel Panorama- dove inizia la pista ciclopedonale- e 2 di pista vera e propria)

Noleggio Bike e eBike

Vicino al parking multipiano del lungolago Marconi è stato appositamente allestito un punto di noleggio dove si potranno affittare e-bike da utilizzare esclusivamente per percorrere la nuova ciclopista.
Le tariffe: 20 euro mezza giornata, 30 euro giornata intera.Se avete in programma di prolungare la gita a bordo della eBike rivolgetevi allora a Let’s Go Limone in Via IV Novembre, 20, adiacente al Hotel Limone
Le tariffe: 25 euro mezza giornata, 39 euro tutto il giorno
Da loro potete anche trovare Mountain-bike, City-Bike e biciclette per bambini.Un altro punto dove potete noleggiare la City-Bike è da Tombola Rent in Via Luigi Einaudi, 1/b
Le tariffe: 15 euro 5 ore, 18 euro l’intera giornata

Vi è venuta fame?

 

Se alla fine della passeggiata il morso della fama si fa sentire, come è successo a me, prima di ricuperare l’auto potete fermarvi in riva al LagoIo mi sono fermata qui dove ho trovato un servizio davvero cordiale
Astor Spiaggia Snack bar

 

E per finire la giornata nel migliore dei modi, mi tufferò in queste bellissime acque

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Se avete domande e suggerimenti, scrivetemi nei commenti

 

Ciao dalla vostra Crackita!

Galleria

 

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