Un giorno a Monte Isola

Accolgo l’autunno sul Lago di Iseo, il mio preferito fra i laghi lombardi. Ha per me un no so che di misterioso misto nostalgia, che tanto mi ricorda la mia terra. Vi propongo di trascorre insieme a me un giorno a Monte Isola

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Soggiornerò in tenda a Marone, un paesello con poco più di 3000 abitanti. Ho scelto il Camping Vela.
Se anche voi, come me, prediligete il silenzio e la quiete questo è il  luogo che fa per voi: un piccolo campeggio in riva al lago dove regna la tranquillità. Qui non troverete animatori molesti o ragazzini che fanno baccano al bar con musica fino a tardi! Qui ascolterete soltanto il suono dell’acqua e dei vostri pensieri.

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Poco distante dal campeggio – una passeggiata di una ventina di minuti – si trova l’imbarcadero di Sale Marasino da dove parte, giorno e notte, il traghetto per Carzano sul Monte Isola. Anche da Sulzano è possibile raggiungere il Monte Isola giorno e notte attraccando però a Peschiera. Questa breve tratta costa €2,10 con un eventuale supplemento bici di €2,60.
Purtroppo la stagione è finita ma da metà marzo a fine settembre è possibile fare il giro dell’intero lago – da Pisogne a Sarnico – con un biglietto di €5,50 valido per 3 ore; mentre il giornaliero, per chi vuole fare delle soste intermedie, costa € 13,50 (€19,50 se avete con voi la bicicletta). Troverete queste ed altre interessanti informazioni al seguente link :
http://www.navigazionelagoiseo.it/

Lascio terra ferma a bordo del traghetto dal molo di Sale Marasino in direzione a Carzano

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Un giorno a Monte Isola

l’Isola divide in due il Lago di Iseo: lato est sponda Bresciana, lato Ovest sponda Bergamasca. Ha un’area totale di 12,8 km² e conta all’incirca 1.750 abitanti. E’ l’isola lacustre più grande d’Italia e la più alta di tutta l’Europa raggiungendo un’altitudine di 600 metri s.l.m.
Nel 2007 entrò a far parte della classifica dei Borghi Più Belli D’Italia. Ecco cosa leggiamo sul sito web della pregiata guida:

La meraviglia di Montisola, la prima che salta agli occhi insieme con il panorama mozzafiato, è che non ci sono automobili. Niente rumore (solo quello dei motorini dei residenti), niente smog, niente stress. Tutti a piedi o in bicicletta: l’unico mezzo consentito è il pulmino del Comune, per raggiungere le dodici frazioni. Ma il consiglio è zaino in spalla e camminare inoltrandosi per i sentieri solitari che costeggiano il lago o salgono verso i poggi, e lasciarsi andare alle rêveries come novelli Rousseau. Le rive del lago sono rallegrate da giardini, ulivi, fiori, ampi terrazzi coltivati a vite, e sulla spiaggia si può conversare tranquillamente senza farsi prendere dall’affanno del tempo.

… ed io seguirò il loro consiglio!

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Un giorno a Monte Isola

Dal porto di Carzano mi dirigo verso sud e subito mi trovo davanti queste bellissime sculture, nei presso del parcheggio per le motociclette. Non ho informazioni a riguardo e me ne dispiaccio. Sono straordinarie non trovate?

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Poco più avanti, sull’unica strada che porta a Peschiera Maraglio, si erge l’incantevole chiesa di San Giovanni Battista. La sosta è obbligatoria!
Questa piccola chiesa barocca risale alla prima metà del Settecento e il suo interno è, a dir poco, notevole.

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Un giorno a Monte Isola

La strada riva al lago che da Carzano porta a Peschiera è priva di abitazioni ma ornata da queste piccole Taxodium appena piantate. Raggiungeranno i 30 metri di altezza. Quest’albero è originario degli Stati Uniti (importato in Europa per la prima volta nel XVII sec). L’ambiente acquatico è perfetto per loro. E’ una pianta molto longeva che può arrivare  ai 1.000 anni!

Dopo una quarantina di muniti di passeggiata eccomi a Peschiera Maraglio, un tempo abitata quasi interamente da pescatori e artigiani delle reti da pesca. Oggi è il luogo più turistico dell’isola e non c’è da cui stupirsi.

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Un giorno a Monte Isola

Proseguo la strada lungo il lago, giro l’angolo ed essendo ora di pranzo, mi fermerò al “Ai Tre Archi” un ristorante a Sensole che già conosco e che vi consiglio vivamente oltre che per il cibo, anche per la gentilezza e competenza della proprietaria che, si vede, ama il suo lavoro.
Vi consiglio l’antipasto di lago e, se amate sperimentare, le sardine di lago. Sappiate che sono estremamente saporite perché passano dalla salatura all’essiccazione prima di essere messe sottolio – Io le adoro!
State attenti però, a non sbagliare – Il complesso è diviso in due ristoranti, il “Ai Tre Archi” è quello con le reti arancio dove mangerete bene spendendo meno del giusto.

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Riprendo la strada verso Ovest ed ecco il ricordo di Floating Piers!
Non posso fare a meno della foto di rito…
Come sicuramente sapete, il Floating Piers è stata un’installazione artistica temporanea dell’artista Christo, concepita come una passerella che attraversava le sponde del lago d’Iseo per una lunghezza complessiva di 3 chilometri.

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La strada di Sensole si srotola tra gli ulivi, in una pace ineguagliabile, in questa stagione.

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In cima alla collina dietro di me c’è la Rocca Martinengo ed è la che sono diretta.

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Lungo in cammino vi accorgerete di qualcosa di meraviglioso: Un rifugio paradisiaco per gatti del nome “Gatti al Sole”. La colonia esiste da circa 20 anni. I piccoli sono curati da volontari e da una veterinaria amorevole. Chiunque volesse essere di aiuto può effettuare una donazione cliccando sul tasto DONAZIONE nella loro pagina facebook  o, in loco, inserendo il vostro contributo direttamente nel “tubo”.

Dal golfo di Sensole è ben visibile la bellissima isola di San Paolo, proprietà privata della famiglia Beretta dal 1916.
Pare che, fino alla fine dell’800 l’isola fosse, da qui, raggiungibile a piedi, in alcuni periodi dell’anno.

Esco da Sensole e… la strada in salita non è ancora finita!

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Arrivata in cima, dove inizia la sponda bergamasca, la vista è mozzafiato. Peccato la giornata non sia limpida…
Mi riposo un attimo vicina a questi fiori di topinambur.

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In questo meraviglioso belvedere ammiro queste macine in pietra dette “molazze” appartenenti al primo frantoio in pietra per la spremitura a freddo delle olive di Monte Isola, funzionante nella frazione di Siviano dall’anno 1957 al 1962. A seguito della chiusura del frantoio, mentre le macine venivano portate alla terraferma per essere vendute, sono cadute affondando nel lago essendo poi ricuperate nell’anno 1996 dal Gruppo Sub di Monte Isola che la ha donate al Comune. Sono qui state esposte nel settembre dell’anno 2017

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Arrivo a Menzino e fra le grandi case di pietra spicca questo malandato palazzo, fortunatamente in fase di ristrutturazione. Quest’edificio seicentesco – Palazzo Zirotti – fu donato al Comune all’inizio del ‘900 dalla proprietaria Gianna Zirotti Richieri, completamente arredato con ambulatorio e attrezzature mediche, per istituire una condotta medica autonoma, allora inesistente sull’isola. Da allora questa casa divenne per gli abitanti “la cà dèl dutur”.

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Poco più avanti, si trova un piccolo gioiello che, avvicinarmici, mi fa sentire un personaggio dei libri di Jane Austen: la Chiesa di San Carlo, fatta costruire per un voto dopo l’epidemia per la peste del 1630

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Dalla stradina in salita che la costeggia dal lato interno dell’sola, si arriva al castello Oldofredi, costruito nel XIV secolo su di uno sperone roccioso rivolto sulla sponda bergamasca, da dove era possibile controllare tutto il lago da nord a sud.
Trovate dettagliate informazioni qui

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Arrivo a Siviano. Ci sono pochi posti da dove ammirare la vista sul lago…

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…ma questo limite di velocità fa di questo luogo un paradiso terrestre!

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Nel 1928 il comune di Siviano fu fuso con Peschiera Maraglio, a formare il nuovo comune di Monte Isola, abbracciando l’intera isola.
La chiesa dei Santi San Faustino e Giovita, dedicata ai Santi Martiri bresciani, edificata nel XVI secolo fu ricostruita nello stesso luogo fra il 1735 e il 1754. Benedetta nel 1759 e consacrata definitivamente nel 1946.

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Incantevole il fioraio del paese

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La strada è ora in discesa, e qui è di sicuro il luogo delle fate.

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Appena svolto l’angolo… eccola là… la mia passione personale: l’isola di Loreto

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La vista non è eccezionale, lo so, ma ho una foto che ho scattato in un’altra occasione :
Questa meraviglia di castelletto fu fatto costruire da Vincenzo Richeri, capitano di vascello nella Regia Marina e dalla sua sposa la Signora Giannina Zirotti di Sale Marasino  (già sopra menzionata) nel anno 1910.

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Continuo la mia discesa ed eccomi nuovamente a Carzano 

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Passeggio al porto in attesa del traghetto

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Trovo già appesi i manifesti per la prossima Festa di Santa Croce:
A Carzano, ogni 5 anni si rinnova un’antica tradizione dove, per 4 giorni, tra il sacro e il profano, il paese si adorna di fiori fatti a mano dagli abitanti. Il ol festù del deaol (il festone del diavolo) cosi la chiamano i “dirimpettai” di Sale Marasino per sottolineare lo sfarzo ritenuto un tempo eccessivo rispetto alle possibilità dei pescatori, è una festa attesa e famosa in tutto il Sebino richiamando, senza esagerare, migliaia di turisti. Appuntamento a settembre 2020

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Sul traghetto fa piuttosto freddo ma non rinuncio a stare seduta fuori

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Saluto la “mia” isola ma so che tornerò presto

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Mi accoglie la bellissima Sale Marasino, splendida riflessa nelle acque del lago

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Ultimo sguardo al tramonto lacustre prima di rientrare in campeggio

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Vi saluto, stanca confesso, dal mio sacco-a-pelo augurandomi vi sia piaciuto essere stati a spasso con me.

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A voi la mappa dell’isola, il percorso che ho fatto è quello esterno, in rosso da Carzano a Peschiera e in blu da Peschiera a Carzano

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Se avete domande o suggerimenti, scrivetemi nei commenti oppure privatamente qui!
Ciao dalla vostra Crackita

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