Natale in Islanda – Origine e Tradizione

Si avvicina il Natale in Islanda ed è facile immaginare la Terra del ghiaccio e del fuoco avvolta, durante questo periodo dell’anno, da storie magiche ed ancestrali, merito anche dell’unicità del suo patrimonio naturale, che rende i suoi paesaggi fiabeschi, soprattutto in inverno.

Natale in Islanda chiesa
Chiesa Hallgrímskirkja

Origini del Natale in Islanda

Ho cercato nell’antico passato pagano le tradizioni locali, sperando di trovarci magia e mistero, ma in realtà le basi storiche del natale in Islanda sono ben diverse e meno fantasiose di quanto si immagini.

Del periodo antecedente la conversione al cristianesimo, avvenuta nell’anno 1000, vi sono tracce di festeggiamenti e banchetti riconducibili al breve periodo pagano (durato circa 70 anni), i quali avevano luogo durate il solstizio di inverno, ma purtroppo senza chiarezza su cosa si festeggiasse e perché.

Con l’arrivo del cristianesimo, sancito dal parlamento, nelle case islandesi si passò probabilmente dal brindare una divinità (o forse più di una) ad onorare e commemorare il Cristo; la celebrazione natalizia, in quel tempo, prevedeva dei canti gregoriani che iniziavano la sera della Vigilia, ai quali seguiva la Messa di mezzanotte e, subito dopo, si continuava a cantare fino all’alba ed oltre, segno quindi di una grande devozione.

Natale in Islanda la città vista dall'alto
Cittadina di Vik con il promontorio di Dyrhólaey

È proprio durante il cristianesimo che nascono e si iniziano a tramandare storie di strani esseri, fantasmi, elfi e folletti, visti spesso dai religiosi come piccoli demoni, ma sempre tenuti a bada grazie agli uomini di fede. La magia delle leggende islandesi legate al Natale nasce proprio in questo periodo, e non è quindi di origine pagana, come la fantasia suggerirebbe.

Nemmeno la riforma Luterana, voluta dal Re danese e completata a metà del 1500, riuscì inizialmente a proibire le tradizioni legate alla Vigilia; fu necessario un decreto per eliminare questa “usanza”, pena l’arresto. Da quel periodo (ca. 1700) in poi, le luci calarono sul Natale e sui suoi festeggiamenti, che vennero notevolmente sfoltiti e resi sobri dai dettami luterani (ancora oggi la religione predominante).

Chiesa in Islanda
Chiesa di Mosfell
Chiesa in Islanda e Crackita
Keldur Turf House

Le nuove tradizioni

Solo dal 1958, si ricominciò a celebrare la Messa di mezzanotte, su iniziativa di un prete del piccolo villaggio di Selfoss, che negli anni a seguire venne poi imitato da tutti gli altri. Natale in Islanda

È quindi durante il XX secolo che, nel paese, iniziano ad apparire e diventare di uso comune corone dell’avvento, luci, decorazioni e lo scambio dei doni, ispirati dalle tradizioni degli altri paesi europei ed ancora in continua evoluzione; perfino le canzoni natalizie vengono “importate”, traducendo hit degli anni 70/80, tra cui molte canzoni italiane. Io lo trovo davvero buffo, ma allo stesso tempo geniale!

Albero di Natale
Chiesa e albero di Natale in Islanda
Chiesa di Selfoss

Il Natale in Islanda oggi

Gli islandesi non si dichiarano assidui praticanti religiosi, ma amano con grande entusiasmo questo periodo dell’anno, dove le luci addobbano la capitale ed i piccoli villaggi, un modo incantevole per esorcizzare il buio, che avvolge l’isola per tutto il periodo invernale (per darti un’idea, in dicembre, la capitale vive solo 4/5 ore di luce al giorno).

Se deciderai di soggiornare a Reykjavik, sarai intrattenuta all’ascolto di cori suggestivi all’aperto, decorazioni accurate, mercatini con prodotti artigianali e cibo di strada e, se sarai fortunata, anche baciata dalla neve o, allontanandoti dalle luci cittadine, piacevolmente sopraffatta da un’aurora boreale.

Per entrare maggiormente nello spirito natalizio, potrai partecipare alle attività del Museo all’aperto di Arbaejarsafn (raggiungibile in autobus dal centro, anche con tour guidati) dove in una fedele ricostruzione di un tipico villaggio islandese ti verranno proposti programmi a tema, come la realizzazione di candele artigianali o la degustazione di specialità gastronomiche locali.

Ricorda che in ogni pub o caffetteria troverai sempre una tazza fumante di cioccolata calda ad accoglierti, giochi in scatola e buona musica; insomma, recarsi in questo Paese sotto le festività, infonderebbe spirito natalizio anche al Grinch in persona!

Albero di Natale in Islanda

Nelle case private l’albero di Natale si addobba la sera dell’antivigilia, usanza forse strana per noi, ma la logica è quella di far durare l’albero fino alla fine delle feste, visto che per molti è d’obbligo l’acquisto di un albero vero, presso i centri allestiti dal servizio forestale.

Il 23 dicembre, inoltre, gli islandesi festeggiano il loro patrono, San Torlaco, e l’usanza di riunirsi per la decorazione dell’albero assume quindi un significato più profondo.

La cena della Vigilia, invece, si tiene verso le 18 ed è di fatto la celebrazione più sentita, alla quale segue l’apertura dei regali e, per chi crede, la Messa di mezzanotte. Dopo cena è abitudine, soprattutto tra i più giovani, uscire per ritrovarsi con gli amici nel centro città (o villaggio), bere qualcosa insieme e farsi gli auguri. Il giorno di Natale è invece dedicato al riposo ed allo stare in famiglia, rigorosamente al caldo.

Arrosto di maiale Islandese
Cena natalizia - arrosto di maiale

Menù e regali

Il menù di queste giornate è contaminato dalle usanze culinarie del Continente europeo ed americano, ma permane nella tradizione il consumo di carne di maiale e di agnello mentre, nel giorno del santo patrono, si assapora la Skata, ossia la razza fermentata.  I contorni sono solitamente di patate o piselli, con salse alla besciamella.

Interessante ritrovare tra i dolci qualcosa che richiami la dominazione danese: la Risalamande. Potete consultarne la ricetta in questo articolo.

È credenza diffusa che gli islandesi si regalino sempre un libro a Natale, affascinante ma non del tutto vero; ciò che è vero è che l’Islanda è animata da un grande fermento letterario, sono molti infatti gli scrittori locali e molti i libri che escono nel periodo antecedente le feste, nella speranza (spesso esaudita) di diventare un prezioso dono destinato ad accompagnare le fredde serate invernali.

Natale in Islanda i libri
Jólabókaflód

Folklore: I ragazzi del Natale

Cosa accade nei giorni antecedenti le festività? Durante le due settimane che precedono il 25 dicembre le notti islandesi iniziano ad animarsi di esseri magici o sovrannaturali; è interessante notare che l’80% della popolazione crede nell’esistenza dei folletti e degli elfi e ne protegga l’identità.

Si inizia ad assaporare l’arrivo di Babbo Natale la notte del 12 dicembre, da lì in poi, infatti, i bambini riceveranno la visita di ben 13 Jòlasveinar (i ragazzi del Natale).

Sono i 13 figli dell’orchessa Gryla, che tradotto dovrebbe significare all’incirca “ringhiante/minacciosa”, e di Leppaludi ossia “scemo delle toppe”, dei troll veri e propri, ma con sembianze più umane, molto simili ai folletti.

La strana coppia di genitori vive nel Nord est dell’isola, nella zona delle Fortezze oscure, vicino al Lago dei moscerini (lo splendido lago Myvatn); con loro c’è un gatto gigante, che divora i bambini che non hanno ricevuto abiti nuovi in dono, entro la notte di Natale. Uno spauracchio quest’ultimo, che veniva utilizzato per motivare a maggiore produzione gli operai della lana, che a fine lavoro venivano pagati in natura, con abiti nuovi.

L’orchessa Gryla viene menzionata in alcune saghe nel 1220, ricompare poi sotto le spoglie di una mendicante che rapisce i bambini, nei testi del 1600.I suoi figli si fermano numericamente a 13 negli scritti dell’Ottocento (prima erano molti di più) e negli anni la loro immagine si è addolcita, anche per volere stesso dello Stato islandese, che arrivò a proibire di utilizzare storie terrificanti per educare i bambini, davvero lodevole.

Oggi questi 13 ragazzi del Natale, pur rimanendo personaggi dispettosi, sono visti con allegria ed affetto dai bimbi islandesi (e non solo) che ogni sera, a partire dal 12 dicembre, lasciano sul davanzale una scarpa, dove verranno deposti doni, se si è stati bravi, oppure una patata cruda e vecchia, se si è stati cattivi.

Il primo troll ad arrivare è Paldirecinto, che ruba il latte alle pecore, a cui segue la notte del 13 dicembre Fossatizio, che ruba la panna del latte; poi Tozzo, Leccacucchiai, Leccapentole, Leccascodelle, Sbattiporte, Trangugia -Skyr, e così via fino alla Vigilia di Natale, quando arriva l’ultimo degli Jòlasveinar, Sgraffigna candele.

Ripartiranno poi, uno dopo l’altro, per tornare alle loro montagne entro il 6 di gennaio.

Crackita in Islanda
Tramonto sugli iceberg in Islanda

Qualcosa di simile l’abbiamo anche noi, nella zona dei tre confini Austria-Italia- Slovenia, e sono i Krampus, ma questa è un’altra storia.

Buon natale!!! Gleðileg Jól!!!

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natale in islanda grafica pinterest
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15 commenti su “Natale in Islanda – Origine e Tradizione”

  1. Sembra davvero che l’Islanda sia per antonomasia il luogo ideale e migliore dove respirare tutta la magia e bellezza del Natale. Per un attimo leggendo il tuo blog post mi sono estraniata e sono volta via, lontana da casa…

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  2. L’islanda mi ha sempre affascinato. Dovevo partirci il prossimo anno ma ahimé, mi sa che slitterà tutto. Purtroppo a causa del mio lavoro il Natale sarebbe impossibile trascorrerlo lì, ma anche dal tuo articolo trasuda la bellezza e la magia del luogo.

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  3. Passare il Natale fuori casa è sempre stata una cosa che avrei voluto fare, ma ho il marito poco d’aiuto in questo! Ho bevuto ogni parola del tuo articolo, anche perchè l’Islanda mi ha sempre affascinata! So che non riuscirò mai ad andarci, quindi grazie per avermela fatta visitare un pò!

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  4. Bellissime le tradizioni islandesi, non le conoscevo e trovo sempre interessanti conoscere le storie legate al Natale e non solo degli altri paesi.
    L’usanza del ritrovo dei ragazzi la vigilia ce l’abbiamo un po’ anche noi, quando finita la cena e i giochi con i parenti, a notte tarda ci si ritrova con gli amici in piazza per farsi gli auguri e bersi qualcosa insieme.
    Mi piace però tantissimo l’usanza del tener viva la lettura (io andrei a nozze con i libri come regalo!) e gli elementi fantastici come elfi, fate e troll che rendono ancora più magico l’arrivo del Natale per i bimbi.

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  5. L’Islanda è un Paese super affascinante, specialmente sotto Natale! Per noi italiani, stranissima l’usanza di cenare alle 18 ma bellissima la tradizione di regalarsi un libro!

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  6. Bellissimo articolo, noi nel 2017 abbiamo fatto natale in Finlandia e sognavamo l’Islanda ma l’abbiamo sempre rimandata. Appena sarà possibile tornare a viaggiare, non rimanderò più nulla!

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  7. Non amo particolarmente il Natale (sì, non sono normale), forse perché mi annoiano le tradizioni e le cose ripetute, dunque il guizzo di qualcosa di diverso mi incuriosisce (almeno per un pó, ahah).
    L’Islanda in generale mi affascina e potrei perfino ipotizzare di andarci proprio nel periodo natalizio (oh-ho-hoo!).

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  8. Credo di essermi innamorata del Natale in Islanda, sembra è una vera e propria fiaba. Hai rivelato una chicca che non conoscevo sull’Islanda, grazie!.

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  9. Bella descrizione del Natale in Islanda che fa rivivere l’atmosfera solenne. Non so se riuscirei a stare troppo al freddo ma con un plaid e una bella tazza di cioccolata davanti ad un caminetto ci farei un pensierino.

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  10. Conoscevo bene la magia dell’atmosfera natalizia del nord Europa, e n particolar modo della Scandinavia. Ecco, leggendo questo post mi son resa conto che in Islanda si vive un Natale ancora più magico! Un po’ di invidia ce l’ho, devo esser sincera!

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  11. Che interessante questo approfondimento sulle tradizioni di Natale islandesi. Brava Monica! Peraltro l’Islanda era uno dei viaggi mancati nel 2020…

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  12. Non sapevo che i folletti venissero originariamente visti come diabolici ma come usanze abbiamo qualcosa in comune con la Scozia (dove vivo io). Mi e’ piaciuto molto leggere, al momento non riesco a pensare a visitare un paese piu’ freddo del mio ma l’Islanda mi vedra’ presto. 🙂

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  13. Sogno l’Islanda da tanto, tanto tempo! Sono convinta (e il tuo articolo lo conferma) che sia un luogo magico in ogni stagione, ma che a Natale riesca a dare il meglio di se.

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  14. Ci sono stato nel febbraio del 2020 e mi sono innamorato di questi luoghi, tanto che ci tornerò a fine giugno di quest’anno.
    Articolo interessante e ricco di curiosità, mi hai fatto venir voglia di andarci anche a Natale. 🙂

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