🇬🇧 London Pills – Cosa non dovete perdere nel vostro primo viaggio a Londra

Eccomi di nuovo in partenza, questa volta verso una meta a me molto nota, una città che amo moltissimo e che ogni volta riesce a donarmi tanta energia: Londra
Voglio farvi conoscere Londra con un tour adatto alle “principianti”, ossia a tutte coloro che sbarcano nella City per la prima volta, per il classico weekend lungo venerdì/domenica, un tour che permetta di avere una visione d’insieme della  città, rimandando gli approfondimenti ad una seconda visita .
Are you ready? Partiamo!

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Il mio volo è previsto per  venerdì mattina alle 7:30 dall’aeroporto di Milano Linate, con un aereo di linea della British Airways, per il quale ho trovato un’ottima offerta su Skyscanner. Amo i voli la mattina presto, mi consentono di godere una giornata piena nella città  di destinazione, con Londra inoltre guadagnerò anche un’ora, grazie al fuso orario a me favorevole.
Arrivo in aeroporto in auto, il parcheggio coperto che ho prenotato Parcheggilowcost è a un paio di km dalle partenze, il prezzo per questi 3 giorni è meno di 40 euro e la navetta mi lascia davanti al terminal, lo consiglio perché sono stati efficienti e molto cordiali.
Il volo è in perfetto orario… si parte!!! Approfitto del viaggio per dormire un po’ e caricarmi per la giornata.

Primo Giorno

Eccomi a Londra.
L’aeroporto internazionale di Heathrow è il più trafficato al mondo, ma l’efficienza di tutto lo staff e la perfetta organizzazione di ogni ambiente vi renderà il transito molto gradevole.

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Sul sito è presente un’utile guida, per sapere come muoversi all’arrivo:
Una volta atterrate, vi ricordo che i controlli all’ingresso sono molto puntigliosi, quindi non abbiate fretta. Se siete in possesso del passaporto risparmierete almeno 10 minuti di tempo: i controlli in questo caso sono in modalità self service nell’area riservata e ben indicata dagli stewards.
Come funziona? Dovrete appoggiare  il vostro passaporto su un lettore ottico che scansionerà i dati necessari, quindi seguire le indicazioni per farvi scattare la fotografia del’iride; ultimato ciò le porte vetro del vostro box si apriranno e potrete procedere verso l’uscita.
Se avete solo la carta di identità, i controlli sono standard ed effettuati dall’operatore, dovrete solo mettervi in fila:  vi ricordo che la carta deve essere in perfetto stato e che, se cartacea, non deve essere stata rinnovata con il timbro ad olio sull’ultimo foglio, in quanto non riconosciuta come valida in questo Paese.
In caso di dubbi sulla validità dei vostri  documenti di identificazione, rivolgetevi in Comune o presso la stazione di Polizia della vostra città prima della partenza,  oppure visitate questo sito.
Io viaggio sempre con il passaporto, perciò disbrigo tutto in meno di 5 minuti, ho quindi tutto il tempo di fermarmi in una delle caffetterie dell’aeroporto a fare colazione

La comodità di atterrare a Heathrow è quella di avere la metropolitana della linea blu Piccadilly Line, a pochi passi dagli arrivi, ben segnalata con l’inconfondibile cartello della London Underground – nel dubbio, seguitelo!!!

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La metro vi consente di raggiungere il centro di Londra senza spendere per il biglietto del treno o del bus che invece è necessario sugli aeroporti di Luton, Stansted e Gatwick.

Tenete in considerazione queste spese aggiuntive quando cercate il volo migliore. Spesso un volo low cost abbinato al biglietto del treno, ha lo stesso costo finale di un volo di linea su Heathrow con bagaglio in stiva compreso.
Prima di salire in metro recatevi alle biglietterie automatiche per munirvi del biglietto o della Oyster card: la carta dei trasporti della città, valida su metro, bus, battelli ed alcune linee ferroviarie. La carta prevede il costo della cauzione di 5 sterline, poi la caricherete con la cifra a voi più congeniale; per 3 giorni una ricarica di 20/25 sterline per la zona 1 e 2 della città vi dovrebbe bastare.
Se preferite acquistare in anticipo la Oyster, vi segnalo il sito di prenotazione , grazie al quale la riceverete per posta a casa, ed il sito dell’azienda dei trasporti londinese, per studiarvi le tariffe in base agli orari e alle diverse zone che attraversate, dalla 1 alla 9.
Se siete in possesso di una carta di debito o credito contactless, potete entrare ed uscire dalla metro passandola nel lettore giallo della Oyster  card, in quanto funziona nello stesso identico modo: la somma di una giornata di utilizzo vi sarà addebitata il giorno successivo facendo una media dei viaggi fatti nei diversi orari, di punta o meno , senza mai superare la tariffa giornaliera massima.

Dopo tutte queste premesse, salgo a bordo della metro con la mia Oysrer card  e mi dirigo verso la fermata di Paddington, zona dove ho prenotato il mio B&B.

Eccomi arrivata al mio alloggio, poco distante da Hyde park  e Lancaster Gate, in una vivace strada piena di caffè, ristoranti e negozietti. Chiedo alla reception di tenermi i bagagli fino all’orario del check in e dopo un cambio scarpe mi dirigo di nuovo alla metro verso la mia prima tappa:

Piccadilly Circus

Piccadilly Circus è inconfondibile, ritratta in moltissime pubblicità e scene di film, cuore pulsante di Londra e da sempre  luogo di ritrovo per turisti e londinesi.

Il traffico su questo incrocio di vie è davvero folle, ma mi fermo volentieri per ammirare il grande schermo pubblicitario a led (rinnovato nel 2017) e la statua dell’Angelo della Carità Cristiana, inaugurato nel 1893 in onore del filantropo Lord Shaftesbury, ma ormai confuso e ribattezzato da tutti come statua di Eros, il Dio dell’amore… forse più romantico?

Vi svelo una curiosità sull’origine del nome Piccadilly Circus: un tempo in questa zona era presente un negozio di sartoria noto per la creazione di colletti rigidi, chiamati Piccadils, mentre invece Circus è il nome che gli inglesi danno a qualsiasi rotonda o incrocio circolare.


Imbocco ora Regent street per poi raggiungere Trafalgar Square; la passeggiata è di circa 10 minuti, tutta  in  lieve discesa e quindi molto piacevole da percorrere. Una volta arrivata a Waterloo Place, giro a sinistra ed imbocco la maestosa The Mall, il viale che unisce Buckingham palace all’ arco di Admiralty, un edificio quest’ultimo composto da tre archi, che collega il Mall con la  piazza di Trafalgar, che raggiungo in pochi istanti.

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Eccomi arrivata a Trafalgar square, affollatissima e piena di vita!
Questa famosa piazza è dedicata alla memoria della battaglia di Trafalgar, in cui la Royal Navy condotta dell’ammiraglio Nelson sconfisse le flotte francesi e spagnole durante le guerre napoleoniche.
A memoria di ciò sono presenti, su tutta la piazza, monumenti e statue a celebrazione di questa vittoria: la colonna di Nelson, alta 30 metri, viene scalata spesso per attirare l’attenzione pubblica su temi sociali, politici o ambientali; i quattro leoni bronzei sono invece area di gioco dei bambini e, tra i vari piedistalli sormontati da statue di capi militari, ve ne è una tenuta libera per l’esibizione di opere contemporanee.

londra dicembre 049.JPGQuesto luogo è famoso anche per i canti natalizi sotto l’enorme abete che viene allestito durante l’avvento, e per i vari artisti di strada che giornalmente si riversano qui per dipingere, cantare, ballare ed intrattenere i turisti.
Alle spalle della piazza, la National Gallery, uno dei musei più famosi al mondo, dove entrerò per qualche minuto, impaziente di raggiungere la stanza di Van Gogh.

L’ingresso al Museo è gratuito, ma una piccola donazione è gradita; all’entrata troverete dei contenitori trasparenti per  banconote e monetine, ma anche degli addetti alla raccolta delle donazioni tramite carta di credito, con l’utilizzo di un tablet: questo è il progresso! Se alla fine del viaggio vi avanzeranno delle monetine, questo è un buon posto dove lasciarle.
Mi soffermo davanti ai girasoli di Van Gogh, una sorta di rito per me, ogni volta che vengo a Londra; lo spirito eclettico e tormentato di questo artista mi ha sempre affascinata. 

Uscita dal Museo dopo una bella dose di arte, mi dirigo a sinistra verso la chiesa anglicana di St. Martins in Fields

Edificata sopra i resti di due chiese preesistenti e consacrata nel 1726, è oggi nota per la sua intensa attività artistica e musicale; molto suggestive sono le esecuzioni serali a lume di candela,  mentre durante le esecuzioni del mezzogiorno, ad ingresso gratuito, viene dato molto spazio agli artisti emergenti.

La fortuna vuole che stia per iniziare un concerto di pianoforte, mi siedo, ascolto la presentazione della giovane artista asiatica e quindi le bellissime note, immersa in questa atmosfera pacifica.

 

All’uscita, scendendo le scale, vado a prendermi un caffè nella cripta della chiesa, dove  è presente un self service e caffetteria: lo consiglio, qui trovate ancora del cibo tipico inglese a prezzi medi ed è una bella location per una pausa (i Wc sono estremamente puliti!)

La mia destinazione ora è Il Parlamento di Londra e la cattedrale di Westminster Abbey; per godermi il sole decido, uscendo dalla Cripta di St. Martin in Fields, di camminare verso il fiume imboccando, dopo Trafalgar, la Northumberland Ave.

In questa direzione ho la possibilità di passare davanti allo storico Pub Sherlock Holmes, dove vi consiglio di fermarvi per una birra in compagnia o per un fish and chips.

Il piano superiore è da vedere! Vi ricordo però che la vera casa/museo di Sherlock Holmes è al 221b di Backer Street, fermata della metro omonima, poco distante.

Arrivo In  fondo alla strada dovo trovo i bellissimi giardini di Whitehall Gardens;  entro subito attirata dalla pace dal silenzio circostante.

La mia passeggiata prosegue  tenendo il Tamigi alla mia sinistra, ed arrivo proprio all’angolo con il Big Ben ed il Parlamento.

20180831_143412.jpgL’orologio simbolo di Westminster è ahimè in restauro (l’ultimo avvenne nel lontano 1985). In questa occasione, oltre a opere di pulizia e sistemazione del meccanismo interno, verrà installato un ascensore per facilitare l’ingresso anche ai disabili.
Sembra strano non sentire i suoi rintocchi, che scandiscono il tempo dei londinesi dal 1850!
Per poter rivedere il Big Ben in tutto il suo splendore, dovrete attendere almeno fino alla fine del 2021.

Supero ora il Parlamento di Londra, così imponente ed austero nel suo stile neogotico vittoriano.  Il palazzo ancora oggi accoglie le due camere del Parlamento del Regno Unito: la camera dei Lord e la Camera dei Comuni. Se volete leggere la storia di questo incredibile palazzo, cliccate qui

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Proprio accanto al Parlamento splende la Westminster  Abbey.
Il momento migliore per visitarla è durante la funzione delle 8:00, passeggiando nel silenzio delle navate e dei chiostri, prima che arrivi la folla.

Nei giardini interni ci sono anche degli orti di erbe aromatiche e medicamentose, alberi da frutto e alveari, un tempo fonte di sostentamento principale dei monaci. La cattedrale è piena di tesori e di monumenti celebri.

Qui sono stati incoronati tutti i sovrani da Guglielmo I in poi e sepolti 17 regnanti, fino a Giorgio II.

Nell’angolo dei poeti riposano tra gli altri Charles Dickens, William Blake e Ruyard Kipling.

Isaac Newton, Charles Darwin e, di recente, Stephen Hawking, sono sepolti qui; per me, appassionata di scienza, fisica e astronomia, è davvero un luogo unico.

E infine… per gli amanti dei rotocalchi, l’abbazia ha ospitato molti matrimoni reali.

Se volete approfondire cliccate qui.

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Fuori dall’Abbazia trovo un food truck dove prendo un panino vegetariano per pranzo e mi fermo ad ascoltare un artista di strada suonare la Cornamusa.

Riprendo a camminare verso Westminster Bridge, il ponte che, da qui, porta a South Bank.

Di recente il ponte è stato dotato di pista ciclabile e i marciapiedi pedonali protetti da barriere antisfondamento, predisposti a seguito degli attacchi terroristici avvenuti in questa zona negli ultimi 2 anni. C’è’ una bellissima visuale da qui, scatto qualche foto e mi dirigo sulla riva sud del fiume,  verso il London Eye.
La ruota panoramica più alta d’Europa è stata inaugurata nel marzo del 2000, per questo denominata anche “Millennium Wheel”, è alta 135 metri e formata da 32 cabine che ospitano fino a 25 persone.
Il suo nome è cambiato nel tempo, in base agli sponsor che si sono succeduti, dal gennaio 2015 si chiama Coca –Cola London Eye. Il biglietto di ingresso non è di certo economico: 25 sterline lo standard ticket, se avete voglia di salirci vi consiglio di prenotare on line con largo anticipo e di andarci la sera, Londra illuminata è magica!
Io oggi non salirò, ma non mi perdo lo spettacolo in 4d che trovate in fondo alla biglietteria: è gratuito e davvero emozionate, descrive in pochi minuti l’atmosfera di Londra tra suoni, profumi e… bolle di sapone, quindi se è la vostra prima visita della città, dovete assolutamente vederlo.

Proprio sotto la ruota parte il Jubilee Walk, che prosegue dritto fino al Tower Bridge ed ha riabilitato una zona della città che prima appariva piuttosto trascurata.
Lungo il percorso è piacevole vedere come i bambini e le famiglie passino qui il loro tempo, la riva del fiume sembra una spiaggia e gli artisti di strada catturano la mia attenzione, soprattutto il mago delle bolle di sapone circondato da bambini divertiti.

Poco più avanti incontro la Tate Modern, principale luogo d’arte del lungofiume ed un tempo centrale elettrica. 

La Tate è paragonabile per prestigio al Metropolitan Museum di NY, l’ingresso è gratuito e , oltre alle esposizioni temporanee,  troverete quelle stabili di Picasso, Monet, Matisse, Brancusi, Pollock, Rothko, Riley, Duchamp e Warhol.
Per ragioni di sicurezza le borse della grandezza maggiore di 55 cm x 40 x 20 non sono ammesse all’interno della galleria

Totus mundus agit histrionem  – tutto il mondo recita –  questo era il motto che sventolava fiero sulla bandiera del Globe Theatre, il luogo dove mi trovo ora, a pochi minuti di cammino dalla Tate.
In realtà questo è solo la fedele ricostruzione dell’originale teatro elisabettiano, andato totalmente distrutto in un incendio, dove  furono rappresentate molte delle opere di Shakespeare.  La stagione parte a maggio fino a settembre, essendo all’aperto portatevi l’impermeabile!
Proprio accanto al Globe si trova il Millenium bridge e dall’altra parte svetta  la cattedrale di St. Paul; sono quasi le 17:00 quindi faccio un deviazione in quella direzione… ho un appuntamento da non perdere, seguitemi!


Il Millenium Brige è a tutti gli effetti un ponte pedonale sospeso, che unisce la zona di Bankside, dove mi trovo ora, con la City; la sua costruzione iniziò alla fine del 1999 e fu aperto il 10 giugno 2000, due giorni più tardi del previsto, ma le inaspettate oscillazioni dovute anche alla marea di folla che lo attraversò, obbligarono la sua chiusura dopo solo 2 giorni.

La sistemazione definitiva che eliminò le vibrazioni, sia in verticale che in orizzontale, si ebbe solo nel 2002 quando il ponte venne riaperto, il 22 febbraio.

Oggi il Millenium Bridge può ospitare fino a 5000 persone contemporaneamente, ciò nonostante viene ancora scanzonato con l’appellativo di “Wobbly Bridge” (ponte instabile).

Attraverso il ponte ed arrivo davanti alla City of London School e quindi alla cattedrale di St. Paul; dopo una piccola ispezione della mia borsa all’ingresso, entro mi siedo ed aspetto. Sono arrivata al mio appuntamento con i vespri serali.
La prima nota mi fa sussultare,  il coro di voci bianche è superlativo e dà i brividi; purtroppo non è consentito fare foto o registrazioni  nel rispetto della giovane età dei cantori; vi consiglio di dedicare la vostra prima visita a St. Paul  durante i vespri serali, ne uscirete incantati, indipendentemente dal vostro credo religioso, vi emozioneranno. La cattedrale ha molto da raccontare, se volete approfondire cliccate qui

All’uscita scatto qualche foto, riprendo il Millenium Bridge, ripasso accanto al Globe e mi dirigo verso il Borough Market. Per raggiungerlo da questa zona di Londra, vi consiglio di proseguire su Bankside con il fiume sulla vostra sinistra, appena passato il pub “The Anchor” (consigliatissimo) la strada diventerà Bank end e quindi  Park Street, percorretela tutta fino ad incrociare Stoney Street ( in tutto sono 8/10 minuti a piedi) : il Borough Market è proprio di fronte a voi.

Riprendo il mio cammino verso il Tower Bridge, ma poiché sono molto stanca decido di prendere un taxi, alzo la mano ed il primo che passa è libero.

In pochi minuti raggiungo la mia destinazione, ed eccolo… il Tower  Bridge.

Costruito in 8 anni ed inaugurato nel 1894, il ponte è mobile e consente quindi il passaggio delle imbarcazioni più grandi sul Tamigi. Le passerelle per i pedoni furono chiuse al pubblico nel 1910, visto che la maggior parte delle persone vi sostava a lungo  aspettando che il ponte riscendesse.
Dal 1982  le passerelle sono coperte ed oggi fanno parte di un percorso espositivo, che illustra la storia del ponte.
Da sempre simbolo della città e protagonista di milioni di scatti, è una tappa imperdibile, anche se piuttosto veloce; se volete fare una visita la suo interno, il biglietto d’ingresso è di 10 sterline.

Mi fermo su una panchina ad osservare il vicino castello fortificato della Torre di Londra, un’opera medievale che nei secoli ha avuto diversi utilizzi : arsenale, tesoreria, menagerie, sede della Royal Mint, sede dei gioielli della corona inglese, prigione. La sua costruzione iniziò tra il 1066 ed il 1087 da Guglielmo il Conquistatore, ma fu portata a termine solo nel 1272/1307 da Edoardo I.
I Gioielli della Corona sono oggi conservati nella Caserma Waterloo, presso la Torre.
Le guardie tradizionali della più bella fortezza di Londra e patrimonio dell’Unesco, quale è Tower of London, si chiamano Yeoman o Beefeater; con la loro caratteristica divisa nera e rossa oggi sono più che altro una sorta di guida turistica di alto livello, oltre che protagonisti dell’antica cerimonia delle chiavi relativa alla chiusura delle porte, che accade ogni sera, da 700 anni, per loro mano.
Per partecipare alla cerimonia, al costo simbolico di una sterlina, dovete prenotarvi mesi e mesi in anticipo, sulla pagina dedicata all’evento. (Tower of London – Ceremony of the Keys)  I biglietti sono disponibili ben 12 mesi prima!

 

In inverno, proprio fuori dal castello viene allestita una suggestiva  pista di pattinaggio sul ghiaccio mentre il ristorante Coppa Club, poco distante, installa sulla propria terrazza 8 Igloo in PVC trasparente, riscaldati, dove è possibile cenare come in una vera casa lappone e con una vista mozzafiato.


Il sole sta per tramontare ed io sono sfinita ed affamata.
Mi dirigo alla stazione della metro “Tower  Hill” e con la Circle Line (linea gialla) arrivo direttamente a Paddington; recupero i miei bagagli ancora fermi in reception, mi sistemo in camera e dopo una doccia infinita scendo per cenare. Alla reception mi indirizzano sulla vicina strada principale. Dopo una rapida occhiata decido di fermarmi in un piccolo locale dove fanno Fish and Chips, uno dei piatti più tipici della nazione, gustoso ed economico, proprio quello che mi serve!

Mangio velocemente, la stanchezza è moltissima, il mio contapassi segna che oggi ho fatto 22 km a piedi, non male che dite?
Torno in albergo con il solo desiderio di mettermi a dormire, sono solo le 22 ma ho davvero bisogno di caricare le batterie per domani, una nuova giornata a Londra mi aspetta. Sweet dreams!

Secondo Giorno

Buongiorno mondo!
Dopo 8 ore di sonno profondo sono più fresca che mai, pronta per il mio secondo giorno a Londra.
Scendo dal letto ed esco sul terrazzo: la mattina è tiepida e c’è un bellissimo sole. Sono proprio fortunata, l’ombrello rimarrà nello zaino anche oggi. Non è scontato un clima così “mediterraneo” da queste parti!

Faccio una doccia e scendo al piano terra del mio B&B, sono un po’ affamata e la colazione tipica inglese “full English breakfast” farà proprio a caso mio: pane tostato, uova, bacon, salsicce, pomodori, fagioli e qualche fungo arrostito. Che delizia!
Questo tipo di colazione la trovate servita anche in moltissimi pub della città, fino alle 11 del  mattino, ve la consiglio perché vi permette di avere lo stomaco pieno per molte ore, è come un piccolo pranzo ma a prezzo ridotto.

Soggiorno al Piccolino Hotel, a meno di 5 minuti di cammino dalla stazione di Paddington e a 10 minuti di quella di Lancaster Gate, all’ingresso di Hyde Park.
La zona ristorante è molto accogliente, ci sono alcuni viaggiatori solitari pronti, come me, ad una nuova giornata  londinese. Dopo qualche scambio di informazioni e un ultima tazza di caffè, salgo a preparare lo zaino ed in 10 minuti sono operativa.

Prima di scendere alla metro, visito i dintorni del mio alloggio, le vie laterali sono un incanto, degli angoli di pace nascosti in una città così grande!
Provate a perdervi in vie sconosciute, troverete sempre qualcosa di sorprendente in questa città.

La mia prima destinazione è Notting Hill: è sabato, giorno del suo imperdibile mercato dell’antiquariato.

Scendo alla fermata di Notting Hill Gate (Central Line – linea rossa) ed  uscendo sulla strada principale seguo le indicazioni “Portobello Market”, che mi portano su Pembridge Road, per poi svoltare a sinistra in Portobello Road. Già percorrendo questa via avrete una prima idea del quartiere: eleganti case vittoriane, coloratissime e con dei piccoli ingressi a bordo del marciapiede, tra le quali scorgo al n. 22 la casa londinese di George  Orwell: ho divorato i suoi libri. Uno scrittore che merita un approfondimento. Come dimenticare 1984?

Dovete sapere che queste prime case a colori pastello hanno mantenuto la loro parvenza rurale ed indipendente, nonostante sia una zona molto trafficata.

Proseguendo incontro un artista di strada davvero singolare: il Cappellaio Matto di Alice in Wonderland che invita i turisti a sedersi al suo tavolino da tè per una foto. Una trovata tipicamente turistica, ma mi colpisce la cornice ai suoi piedi, con la scritta: la felicità non è una destinazione, ma un modo di vivere.

Sembra scritta appositamente  per noi viaggiatrici, che ne pensate?

Continuo su Portobello Road ed arrivo al famoso negozio di targhe ed insegne celebrative/pubblicitarie in latta. Non potete non notarlo, è davvero singolare.

 

Poco più avanti giungo all’incrocio con Chepstow Villas dove, a destra e sinistra, una fila di case vittoriane bianche illumina la strada, sono davvero belle e scatto alcune foto .

Il mercatino è un’esplosione di colori, la folla cammina tra un banchetto e l’altro in cerca di qualche occasione o di un piccolo souvenir. L’antiquario Alice’s, sul lato destro della strada, spicca su tutti con la sua vetrina rossa; dedico sempre uno sguardo ai suoi banchetti e questa volta mi soffermo sulle preziose ceramiche

Il caldo inizia a farsi sentire. Camminando oltre incontro le prime bancarelle di cibo e frutta, disposte al centro della strada; ordino una spremuta di arancia da asporto, per non perdere troppo tempo, e continuo a guardarmi attorno. Frutta, verdura e cibo venduti in questo mercato sono di ottima qualità, potete decidere di pranzare qui sedendovi su un muretto o marciapiede, ascoltando della buona musica, meteo permettendo.

Gli artisti di strada rallegrano i turisti con le loro canzoni inedite; alcuni di essi vendono il CD dei propri brani, musica a km zero e spesso davvero molto buona, un souvenir genuino!

A metà percorso lungo il mercato troverete, alla vostra destra, una piccola piazzetta dove potrete ammirare un complesso di case tipiche nei colori pastello, un angolo sicuramente da fotografare.

 

L’ultima parte del mercato si sviluppa sotto un cavalcavia stradale, è quindi una zona parzialmente coperta. Se piove, dirigetevi direttamente qui! Mi concentro sulle bancarelle di sinistra, dove normalmente si trovano i rivenditori di abiti e gioielli vintage; qui ho comprato spesso giacche e cappotti usati in ottimo stato e con un tocco Brit! Trascorrete del tempo qui, senza fretta, potete trovare molti oggetti ed accessori artigianali e conoscere chi li crea, servirà anche per esercitare il vostro inglese e tornare a casa con qualcosa di più di un semplice souvenir.

In fondo a questa parte del mercato, all’angolo con Ladbroke Grove, c’è un Pret a Manger, una catena di fast food/caffetterie che utilizza prodotti freschissimi e organici; è sempre presente una scelta vegetariana nonché di zuppe calde, frutta e yogurt. Mi fermo qui per la mia pausa pranzo perché, non ci crederete, sono già le 13:00.
Se devo mangiare velocemente senza spendere una fortuna, prediligo questa catena di locali, la gentilezza è ad altissimi livelli ed anche la qualità.
Prendo un insalata con del salmone fresco ed una bibita, l’atmosfera è rilassata, mi godo la musica in sottofondo e la WIFI gratuita, cercando su Google Maps l’autobus migliore che da qui mi porti in prossimità di Hyde Park. Trovato! È il numero 52.

Finisco il pranzo e raggiungo la fermata, dove in pochi minuti arriva il mio bus, rigorosamente a due piani; salgo e pago la mia corsa con la fedele Oyster card, mi accomodo di sopra da dove ho una vista panoramica sul percorso.

Mi godo tutto il quartiere visto dall’alto, scorgendo anche bellissimi scorci tra i quali un pub interamente coperto di fiori.

Dopo circa 10 minuti scendo alla fermata della Royal Albert hall, proprio di fronte all’Albert Memorial.

L’Albert Memorial è un monumento situato nei giardini di Kensington, voluto dalla regina Vittoria in memoria di suo marito, Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, morto prematuramente a soli 42 anni nel 1861, per febbre tifoidea. Il monumento fu realizzato da Sir George Gilbert Scott, in stile neogotico, ed ospita all’interno di un baldacchino protettivo la statua del principe Albert, ricoperta di foglie d’oro.

L’amore per il marito, spinse la regina Vittoria a realizzare altri memoriali, tra cui quelli di Manchester e di Edimburgo, sempre nello stesso stile di quello londinese.

Passeggio all’interno dei giardini in direzione di Hyde Park, poco distante; superata la galleria d’arte Serpentine, mi avvicino al laghetto “Serpentine” dove, con stupore, vedo galleggiare un’installazione temporanea del grande artista bulgaro Christo Yavachev,  “The London Mastaba” ossia la riproduzione di una tomba funeraria dell’antica civiltà egizia, realizzata con 7.506 barili di petrolio e tenuta ferma da 32 ancore.

“Non posso essere io la guida, solo sviluppando i sensi ciascuno potrà trovare il suo messaggio. Ho creato un’enorme scala verso il cielo! “

Ha dichiarato alla stampa l’autore dell’opera.
Conosco bene questo straordinario artista, che solo 2 anni prima ha collegato alla terraferma, con dei ponti galleggianti, due delle tre Isole del Lago di Iseo (Lombardia-Italia) lago a me molto caro.
Leggete in proposito il mio articolo su Monte Isola e, per approfondimenti, cliccate qui.

La singolare fontana di forma circolare è stata inaugurata nel 2004 da Sua Maestà la Regina, quale simbolo e tributo alla vita, personalità e amore per i bambini della principessa Diana.

E’ possibile camminare liberamente all’interno di essa, come voluto dagli ideatori per simboleggiare la grande disponibilità della principessa; oggi sarebbe felice di vedere le decine di bambini a piedi nudi (ed alcuni in costume da bagno!) divertirsi nell’acqua fresca, giocare con i genitori e ridere rumorosamente.

Mi fermo sul bordo in granito, tolgo le scarpe ed immergo i piedi, accaldata dalla giornata estiva e dalla lunga camminata. Una pausa di 10 minuti in questo luogo è doverosa, si respira gioia e pace.

Accanto al Diana Memorial trovate il Lido, un buon posto per fare colazione o degustare uno snack all’aperto, con vista sul laghetto, o riparandovi all’interno nei mesi più freddi; ve lo segnalo anche per la presenza dei bagni pubblici gratuiti.

Proseguendo la mia passeggiata nel parco, mi godo la bellezza di piante e fiori, nonché la presenza di allegri scoiattoli, che cercano di avvicinarsi in cerca di cibo.

Hyde park è consigliatissimo per fare un picnic, una gita in barca a remi nel laghetto, per leggersi un buon libro sotto un albero o fare yoga e altri sport immersi nella natura

Pochi passi e raggiungo Hyde Park Corner, un incrocio di vie che mi porterà dritta verso Buckingham Palace.  Passo sotto il Wellington Arch ed imbocco Constitution Hill, cosa possiamo dire di questo luogo?

In realtà ben poco; l’arco di Wellington venne edificato nel XIX secolo insieme al poco distante Marble Arch, per celebrare le vittorie britanniche durante le guerre napoleoniche (vi ricordate Trafalgar Square?). Originariamente sopra l’arco era posizionata la statua del Duca di Wellington appunto, da molti considerata troppo grande e sgradita anche alla Regina Vittoria. Nel 1912 la statua venne sostituita dall’attuale dea alata della Vittoria, nell’atto di discendere con il suo cocchio guerriero. Oggi questo monumento è prettamente conosciuto quale una delle porte della città, essendo situato ai margini di una delle arterie stradali più importanti di Londra.

Pochi passi ancora ed eccolo alla mia destra, il Buckingham Palace!

Una tappa imperdibile se è la vostra prima volta nella capitale inglese; alla cancellata del palazzo sono numerosissimi i turisti che sbirciano tra le sbarre per vedere le Guardie Reali, le Coldstream Guards, nella loro inconfondibile divisa rossa e nera.

Residenza ufficiale della Regina, questo palazzo è da sempre un punto di riferimento per i sudditi inglesi, soprattutto nei momenti di gioia o di dramma della storia del Regno. In questo luogo vengono celebrati ancora moltissimi ricevimenti reali e visite di capi di stato. Se volete approfondire la storia del palazzo, della famiglia reale ed organizzarvi ad assistere al cambio della guardia, visitate il sito ufficiale

Alle mie spalle il memoriale della Regina Vittoria, chiamato simpaticamente “Wedding Cake”  per la sua linea che ricorda una torta nuziale bianchissima, con appoggiata sopra la statua dorata della Dea della Vittoria. Questo complesso scultoreo dà le spalle al palazzo, mentre  la figura della Dea guarda verso il The Mall, circondata da statue degli angeli della carità, verità, e giustizia  (per approfondire con calma questo monumento e la vicina zona consultate questo sito.

Da qui avete due scelte: se volete raggiungere qualsiasi altra zona della città, la fermata della metro più vicina è quella di Hyde park Corner o Green Park; se preferite camminare godendovi un po’ di pace, proseguite nei giardini di St. James (i miei preferiti in assoluto) ricordandovi che a metà del percorso avrete la possibilità di prendere la metro o un autobus nelle vicinanze di Birdcage Walk, la strada principale che costeggia l’ala sud del parco.

Decido di camminare ancora un po’,  voglio arrivare al ponte sul laghetto, da dove si ha una meravigliosa veduta del London Eye, ve lo consiglio al tramonto, farete foto magnifiche!

Dovete sapere che l’area in cui oggi si sviluppa il parco, fu acquistata nel 1532 da re Enrico VIII ed originariamente si presentava acquitrinosa e paludosa. La residenza del re era poco distante (York Palace) motivo per cui egli decise, dopo l’acquisto, di bonificare la zona per renderla degna ed adatta alla famiglia reale.

Il St. James’ Park è il più antico parco di Londra; qui potete trovare flora e fauna ben curate e protette, nonché una colonia di pellicani portati qui a metà del 1600 dall’ambasciatore russo, come regalo a Carlo II.

Se volete conoscere tutta la storia del parco, cliccate qui.

La mia visita al parco finisce alla cancellata di Queen Anne, una delle uscite laterali; attraverso la strada imboccando la via omonima ed arrivo alla stazione della metro di St. James, dove sono opzionabili la linea Circle (gialla) e la linea District (verde). Entrambe vanno bene, portano verso la fermata di South Kensington che, pur essendo ad ovest rispetto alla mia destinazione, è un interscambio con la Piccadilly Line (blu), necessaria a  raggiungere l’ultima mia  destinazione di questa sera: Covent Garden.

Un piccolo consiglio: orientarsi con la metro a Londra non è per nulla difficile: studiate sulla mappa la vostra destinazione finale, individuate la linea e scendete ai treni, scegliendo  la banchina  di partenza in base alla posizione della vostra fermata  finale rispetto a dove vi trovate in quel momento. In pratica, vi sposterete seguendo i punti cardinali: East Bound /West Bound/North Bound e South Bound.

 

Arrivo alla fermata di Covent Garden e salendo mi trovo per un attimo fagocitata dalla folla; dopo alcune ore trascorse al parco, nella pace totale, mi sento un po’ stordita e mi fermo all’angolo della strada, proprio accanto alla gioielleria Tiffany, posto perfetto dove fare colazione guardando le vetrine, che dite?

Covent Garden è di fatto un quartiere del West-End di Londra, zona di teatri ed intrattenimento, anche se i turisti si riversano principalmente nella sua grande piazza pedonale, piena di negozi di moda, prodotti di artigianato locale e molti artisti di strada, tra cui bravissimi cantanti.

Nella parte coperta della piazza spicca l’Apple market, che ospita un mercatino di prodotti artigianali.

Sempre in questa zona coperta potete acquistare dell’ottimo tè nelle varie Tea House, fare uno spuntino in uno dei vari ristoranti o tavole calde, mentre nelle viuzze esterne vi suggerisco Stanfords , leggendario negozio specializzato nella vendita di mappe (aperto dal 1901) e la Apple Store, inaugurato nel 2010 e recentemente ristrutturato , è attualmente lo Store marcato Steve Jobs più grande del mondo.

Vi svelo una curiosità:  molto tempo fa, nel XII secolo, Covent Garden era un orto del convento benedettino di St. Peter a Westminster (Covent/Convento). Lo scisma religioso segnò la svolta e questa zona divenne poi ciò che è ora: il quartiere artistico di Londra.

Faccio un giro attorno alla piazza e mi dirigo in una delle piccole vie laterali, Floral Street, per andare a salutare l’ingresso del Royal Ballet, uno dei centri di studio della danza più importanti del mondo; in quello di Floral street studiano allievi tra i 16 ed i 19 anni.
Giunta davanti all’ingresso rimango senza parole, posso solo iniziare a ballare.

Alla fine della via attraverso Bow street e mi dirigo leggermente a sinistra, dove in un angolo, in tutta la sua grazia, c’è la statua della Ballerina, intenta ad allacciare la sua scarpetta.

L’opera è dello scultore italiano Enzo Plazzota, inaugurata qui nel 1988 e posizionata proprio di fronte alla Royal Opera House, un chiaro omaggio alla giovinezza attraverso questa ballerina, impegnata forse a sognare il suo debutto in quel teatro.

Riprendo Floral Street e questa volta la percorro tutta, seguendo le indicazioni per Leicester Square, poco distante.
La piazza di Leicester è lo snodo centrale del famoso quartiere di Soho, situata tra Covent Garden, da dove provengo, Piccadilly Circus e Trafalgar Square.
E’ conosciuta prettamente per le sue prime cinematografiche e per le star del cinema che vi partecipano; sui lati di questa piazza, infatti, si trovano le maggiori sale cinematografiche londinesi .
Leicester Square, inoltre,  ospita al suo centro un piccolo giardino, nel quale si trovano busti dedicati ai grandi dello spettacolo e delle scienze : William Shakespeare, Charlie Chaplin, Isaac Newton

Mi dirigo verso uno degli angoli della piazza, passando tra esibizioni di ballerini di strada e musicisti, che fermento e che vita anche qui!
Osservo con interesse l’orologio meccanico in stile svizzero che proprio ora si sta muovendo per battere le ore 6 della sera.

Se avete bambini con voi o amate comunque gli M&M’s, proprio accanto all’orologio svizzero è stato aperto pochi anni fa l’M&M’s Store, ma se gradite poco l’odore della cioccolata non è un luogo per voi.
Io mi fermo nella prima sala all’ingresso, per salutare i protagonisti di questo mondo di cioccolata, e scattare un paio di foto.

Ora sono proprio stanca, nonostante abbia dedicato buona parte della mia giornata ai parchi di Londra, il mio contapassi segna 20 km, non male anche oggi!

La fame si è fatta sentire già da un po’, mi dirigo al primo Pret a Manger che trovo (all’uscita della metro di Leicester Square) ed ordino una zuppa di pollo bollente; è buonissima e nutriente, quello che mi ci voleva.

Le forze ormai scarseggiano, la brezza della sera mi aiuta a raccogliere le energie per scendere di nuovo alla metro, cambiare linea a Piccadilly Circus (dalla blu alla marrone) e raggiungere Paddington in meno di 20 minuti.

Arrivo in hotel godendomi il profumo dei giardini attigui alla strada, mescolato al rumore degli avventori dei vari pub, che bevono e chiacchierano all’aperto, godendosi il clima favorevole di settembre.
Inutile dirvi che appena arrivo in albergo ho giusto la forza per fare un doccia e mettermi il pigiama.

Un’altra giornata a Londra è finita, domani sarà il mio ultimo giorno qui e già sento  la malinconia.
Meglio dormirci su, bye bye!

Terzo Giorno

È domenica mattina, siete sveglie?

Probabilmente no, vi starete godendo il relax domenicale come giusto che sia, io invece mi sono alzata molto presto, è la mia ultima giornata a Londra e voglio sfruttare al massimo la mattinata, visto che alle 16 dovrò essere in aeroporto.

Dopo un’ottima colazione, ho lasciato i miei bagagli in reception e ora mi sto avviando a piedi verso Hyde Park, a 15 minuti di cammino da qui.  Si, avete ragione, ho già visto molto dei parchi londinesi ieri, ma voglio proprio rivedere da vicino il Kensington Palace, la residenza natale della regina Vittoria, che fu anche dimora della compianta principessa Diana.

Il tragitto dal mio alloggio al parco è molto piacevole, sono in una zona residenziale molto tranquilla; le uniche persone che incontro sono le tate a passeggio con i bambini e gli sportivi in tenuta da jogging, molti accompagnati dal loro cane che, come me, si dirigono verso il parco.

All’ingresso del parco , a poche centinaia di metri dalla stazione della metro di Lancaster Gate, noto avanzare una piccola fantina a cavallo con la sua istruttrice, ordinata nella corsia dedicata;  mi sorprende ogni volta vedere come sia facile dedicarsi all’equitazione in questa città.

Aiutandomi con la mappa mi dirigo in diagonale verso il Kensington Palace ed incontro un’opera scultorea che, scusate la mia ironia, mi ricorda le dolorose visite dal dentista. A voi piace ?

 

Arrivo in prossimità degli Italian Gardens, sono bellissimi e anche affollati; le persone più mattiniere sono qui, sedute sulle panchine a leggere il giornale o un libro, sorseggiando un caffè da asporto.

Questo “parco nel parco” è formato da quattro vasche d’acqua il cui rosone centrale è di marmo di Carrara; nei laghetti bellissime ninfee mi ricordano i quadri di Monet e le statue che circondano questa area pacifica dei giardini, rendono l’atmosfera tranquilla e poetica.

Pare che gli Italian Gardens vennero donati dal principe Albert alla sua amata Vittoria, un regalo eterno che va ben oltre un semplice gioiello, che dite?

L’ultima ristrutturazione dei giardini è avvenuta nel 2011.

Il restauro segna la parte finale di Tiffany – Across the Water, un progetto per il recupero ed abbellimento di fontane ornamentali e per il bere, attraverso gli otto parchi reali, sostenuto da una sovvenzione di 784.000 sterline da parte della Fondazione Tiffany & Co.

In lontananza il Kensington Palace. Per raggiungerlo attraverso un prato pieno di oche starnazzanti, camminando poi lungo la riva del laghetto, il Round Pond 

 

La bianchissima statua della regina Vittoria è proprio all’ingresso del palazzo, dove nacque nel 1819 e dove abitò fino alla sua incoronazione con successivo trasferimento a Buckingham Palace, nel 1837. Dopo di lei, nessun sovrano abitò più qui;  le dependance private sono invece oggi dimora di alcuni membri della famiglia reale.

Il sole è accecante stamane, il bianco della statua spicca tra il verde dei giardini ed il color mattone dell’edificio alle mie spalle.

 


Se volete entrare a palazzo, sappiate che gli appartamenti della regina Vittoria sono visitabili, così come la galleria di ritratti della casa reale e le collezioni di abiti cerimoniali, compresi quelli appartenuti a lady Diana Spencer.

Oggi mi limito ad ammirarlo da fuori, avendolo già visitato in svariate occasioni; vi consiglio una tappa in questo luogo, l’atmosfera attorno all’edificio è regale ed al suo interno vi sentirete trasportati indietro nel tempo nell’era Vittoriana, che tanto rese grande Inghilterra.

Mi dirigo sul lato sinistro, dove una cancellata ricoperta  di fiori, disegni, peluche e candele mi ricorda che proprio venerdì scorso, data del mio arrivo a Londra, cadde l’anniversario della scomparsa della Principessa Diana, avvenuto 21 anni fa.

E’ commovente vedere quante persone si siano fermate qui, a dire una preghiera o a portare un fiore. Ero indecisa se fare foto o meno, ma alla fine dovevo condividere con voi la mia commozione.  L’atmosfera è raccolta e si respira un enorme rispetto per questa triste ricorrenza.

Questa  lenta camminata “in diagonale” da Lancaster Gate a Kensington Palace mi ha impegnata per un paio di ore, sono quasi le 11, mi dirigo quindi sulla via principale High Street Kensington dove prenderò il bus nr. 9 accanto alla Royal Albert Hall (che abbiamo già incrociato ieri), per raggiungere Brompton Road 87/135, dove visiterò i grandi magazzini Harrod’s; la sosta è un must se è la vostra prima visita a Londra, per me è invece obbligatoria per tutti gli acquisti che mi sono stati commissionati dagli amici italiani.

Se volete arrivare in metro, Harrods è perfettamente collegato con la linea Blu – Piccadilly Line, la fermata è Knightsbridge, proprio accanto all’ingresso principale, la porta nr. 6.

“Omnia Omnibus Ubique – everything for everybody everywhere” , “Tutto per tutti ovunque“, “dallo spillo all’elefante“

Sono alcuni slogan che ben identificano l’essenza di questo luogo: puoi trovare tutto ciò che cerchi o che non avresti mai pensato di desiderare.  Tra collezioni di abiti dei più grandi stilisti del mondo, gioielli, mobili pregiatissimi, automobili di lusso, giocattoli, cosmetici. All’interno dello store trovate anche delle mostre d’arte dei più famosi artisti locali ed internazionali.

Oggi mi imbatterò in una mostra temporanea dedicata a Salvador Dalì.

Questo grande magazzino, ormai meta turistica londinese, oltre che luogo di shopping di eccellenza, iniziò l’attività nel ricco quartiere di Knightsbridge nel 1849 per volontà del suo fondatore, il Sig. Charles Henry Harrod, un droghiere proveniente dall’Essex.

 

Il sig. Harrod era esperto commerciante di tè e di prodotti da forno, gli affari nella zona prosperarono velocemente grazie alla ricchezza del quartiere,  fino a permettergli di ingrandire il magazzino acquistando i negozi adiacentiNel 1985 fu acquistato dal noto imprenditore egiziano Mohamed Abdel Moniem Fayed , si dice per 300 milioni di sterline; rivenduto per 1,5 miliardi di sterline nel 2010, oggi è di proprietà della Qatar Holding .

Appena superato l’ingresso, vi consiglio di prendere una mappa e scegliere i piani da visitare, o parte di essi; Harrod’s è enorme, 93.000 mq, 8 piani di cui due interrati e 300 reparti.

Gli ascensori sono 146 ed ogni reparto è collegato a quello adiacente da corridoi, dove sul pavimento troverete alcune linee guida colorate, a condurvi nei vari settori.

Sicuramente l’area più frequentata dai turisti è il Gift Shop al secondo piano , dove sono proposti svariati  articoli, perfetti come souvenir; famosissime le borse in plastica lucida (indistruttibili), decorate con diversi temi rappresentativi di Londra o di Harrod’s stesso e gli orsacchiotti di peluche Teddy.

Questa è la mia, acquistata moltissimi anni fa, ora è introvabile!

Ultimati gli acquisti esco e mi dirigo alla Metro, per tornare al mio B&B e recuperare i bagagli, è ora di andare in aeroporto con la Piccadilly Line; se volate da Heathrow vi ricordo che è presente un punto vendita Harrod’s dedicato ai souvenir al Terminal 5,  spesso con prezzi ridotti. Se avete poco tempo potete prendere gli ultimi regalini e ricordi del vostro viaggio a Londra mentre aspettate il vostro volo.

E se non amate lo shopping al chiuso?

Vi consiglio un’alternativa adatta ad una prima visita a Londra: Camden Town.

Fondata nel 1791, Camden Town è da decenni il simbolo della vita alternativa di Londra, della libertà e dell’arte. Qui potete acquistare prodotti di artigianato provenienti da tutto il mondo, scovare articoli vintage, mangiare all’aperto, bere un drink in uno dei tanti pub o disco bar e, perché no, farvi un tatuaggio molto cool!
Siamo nella zona di Londra Nord (la raggiungete con la Northern Line – linea Nera) nel cuore di gran parte della storia culturale britannica. Qui i Clash hanno realizzato la foto di copertina del loro disco di esordio, qui il movimento punk ha trovato luogo ideale in cui esprimersi, qui viveva la talentuosa e tormentata Amy Winehouse.

Oggi Camden è famosa soprattutto  per il coloratissimo mercato che si tiene accanto al Regent’s Canal, l’atmosfera è ovviamente alternativa e frequentata non solo da (troppi)  turisti ma anche da adolescenti, studenti e punk.

Negli ultimi anni molti artisti e benestanti, sia inglesi che stranieri, hanno deciso di vivere qui, per immergesi del tutto nello spirito eclettico, innovativo e di fermento culturale del quartiere. Perderà la sua identità originaria? Già in parte purtroppo è accaduto, inevitabilmente con il boom turistico degli ultimi decenni, ma la nuova ondata di popolarità tra musicisti ed artisti in genere mi da molta fiducia.

Tour interessanti che potete fare a Londra (alcuni gratuiti!)

Sono ormai al termine dei miei tre giorni a Londra, sono volati ma l’energia che mi ha lasciato la città mi farà compagnia, sono sicura, fino al mio prossimo viaggio.

Prima di salire in aereo vi saluto con una foto fatta il primo giorno, accanto all’iconica cabina telefonica inglese, immancabile scatto per ogni turista e, perché no, anche di ogni viaggiatrice.

See you soon London!

Se avete bisogno di altre informazioni, volete raccontarmi la vostra esperienza a Londra e/o darmi qualche suggerimento scrivetemi nei commenti oppure privatamente qui. Non vedo l’ora di leggervi!

A presto. Un bacio dalla vostra Crackita

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