🇬🇧 London Pills – Cosa non dovete perdere nel vostro primo viaggio a Londra

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Eccomi di nuovo in partenza, questa volta verso una meta a me molto nota… una città che amo moltissimo e che ogni volta riesce a donarmi tanta energia: Londra
Voglio farvi conoscere Londra con un tour adatto ai principianti, ossia a tutti coloro che sbarcano nella City per la prima volta, per il classico un week end lungo venerdì/domenica, un tour che permetta di avere una visione d’insieme della  città, rimandando gli approfondimenti ad una seconda visita .
Are you ready? Partiamo!

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Il mio volo è previsto per  venerdì mattina alle 7:30 dall’aeroporto di Milano Linate, con un aereo di linea della British Airways, per il quale ho trovato un’ottima offerta su Skyscanner. Amo i voli la mattina presto, mi consentono di godere una giornata piena nella città  di destinazione, con Londra inoltre guadagnerò anche un’ora, grazie al fuso orario a me favorevole.
Arrivo in aeroporto in auto, il parcheggio coperto che ho prenotato Parcheggilowcost è ad un paio di km dalle partenze, il prezzo per questi 3 giorni è meno di 40 euro e la navetta mi lascia davanti al terminal, lo consiglio perché sono stati efficienti e molto cordiali.
Il volo è in perfetto orario… si parte!!! Approfitto del viaggio per dormire un po e caricarmi per la giornata.

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Primo Giorno

Eccomi a Londra.
L’aeroporto internazionale di Heathrow è il più trafficato al mondo, ma l’efficienza di tutto lo staff e la perfetta organizzazione di ogni ambiente vi renderà il transito molto gradevole.

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Sul sito è presente un’utile guida, per sapere come muoversi all’arrivo:
Una volta atterrati, vi ricordo che i controlli all’ingresso sono molto puntigliosi, quindi non abbiate fretta. Se siete in possesso del passaporto risparmierete almeno 10 minuti di tempo: i controlli in questo caso sono in modalità self service nell’area riservata e ben indicata dagli stewards.
Come funziona? Dovrete appoggiare  il vostro passaporto su un lettore ottico che scansionerà i dati necessari, quindi seguire le indicazioni per farvi scattare la fotografia del’iride; ultimato ciò le porte vetro del vostro box si apriranno e potrete procedere verso l’uscita.
Se avete solo la carta di identità, i controlli sono standard ed effettuati dall’operatore, dovrete solo mettervi in fila:  vi ricordo che la carta deve essere in perfetto stato e che, se cartacea, non deve essere stata rinnovata con il timbro ad olio sull’ultimo foglio, in quanto non riconosciuta come valida in questo Paese.
In caso di dubbi sulla validità dei vostri  documenti di identificazione, rivolgetevi in Comune o presso la stazione di Polizia della vostra città prima della partenza,  oppure visitate questo sito.
Io viaggio sempre con il passaporto, perciò disbrigo tutto in meno di 5 minuti, ho quindi tutto il tempo di fermarmi in una delle caffetterie dell’aeroporto a fare colazione

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La comodità di atterrare a Heathrow è quella di avere la metropolitana della linea blu Piccadilly Line, a pochi passi dagli arrivi, ben segnalata con l’inconfondibile cartello della London Underground – nel dubbio, seguitelo!!!

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La metro vi consente di raggiungere il centro di Londra senza spendere per il biglietto del treno o del bus che invece è necessario sugli aeroporti di Luton, Stansted e Gatwick.

Tenete in considerazione queste spese aggiuntive quando cercate il volo migliore. Spesso un volo low cost abbinato al biglietto del treno, ha lo stesso costo finale di un volo di linea su Heathrow con bagaglio in stiva compreso.
Prima di salire in metro recatevi alle biglietterie automatiche per munirvi del biglietto o della Oyster card: la carta dei trasporti della città, valida su metro, bus, battelli ed alcune linee ferroviarie. La carta prevede il costo della cauzione di 5 sterline, poi la caricherete con la cifra a voi più congeniale; per 3 giorni una ricarica di 20/25 sterline per la zona 1 e 2 della città vi dovrebbe bastare.
Se preferite acquistare in anticipo la Oyster, vi segnalo il sito di prenotazione , grazie al quale la riceverete per posta a casa, ed il sito dell’azienda dei trasporti londinese, per studiarvi le tariffe in base agli orari ed alle diverse zone che attraversate, dalla 1 alla 9.
Se siete in possesso di una carta di debito o credito contactless, potete entrare ed uscire dalla metro passandola nel lettore giallo della Oyster  card, in quanto funziona nello stesso identico modo: la somma di una giornata di utilizzo vi sarà addebitata il giorno successivo facendo una media dei viaggi fatti nei diversi orari, di punta o meno , senza mai superare la tariffa giornaliera massima.
Dopo tutte queste premesse, salgo a bordo della metro con la mia Oysrer card  e mi dirigo verso la fermata di Paddington, zona dove ho prenotato il mio B&B

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Eccomi arrivata al mio alloggio, poco distante da Hyde park  e Lancaster Gate, in una vivace strada piena di caffè, ristoranti e negozietti. Chiedo alla reception di tenermi i bagagli fino all’orario del check in e dopo un cambio scarpe mi dirigo di nuovo alla metro verso la mia prima tappa: Piccadilly Circus.

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Piccadilly Circus è inconfondibile, ritratta in moltissime pubblicità e scene di film, cuore pulsante di Londra e da sempre  luogo di ritrovo per turisti e londinesi. Il traffico su questo incrocio di vie è davvero folle, ma mi fermo volentieri per ammirare il grande schermo pubblicitario a led (rinnovato nel 2017) e la statua dell’Angelo della Carità Cristiana, inaugurato nel 1893 in onore del filantropo Lord Shaftesbury, ma ormai confuso e ribattezzato da tutti come statua di Eros, il Dio dell’amore… forse più romantico?

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Vi svelo una curiosità sull’origine del nome Piccadilly Circus: un tempo in questa zona era presente un negozio di sartoria noto per la creazione di colletti rigidi, chiamati Piccadils, mentre invece Circus è il nome che gli inglesi danno a qualsiasi rotonda o incrocio circolare.
Imbocco ora Regent street per poi raggiungere Trafalgar Square; la passeggiata è di circa 10 minuti, tutta  in  lieve discesa e quindi molto piacevole da percorrere. Una volta arrivata a Waterloo Place, giro a sinistra ed imbocco la maestosa The Mall, il viale che unisce Buckingham palace all’ arco di Admiralty, un edificio quest’ultimo composto da  tre archi, che collega il Mall con la  piazza di Trafalgar, che raggiungo in pochi istanti.

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Eccomi arrivata a Trafalgar square, affollatissima e piena di vita!

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Questa famosa piazza è dedicata alla memoria della battaglia di Trafalgar, in cui la Royal Navy condotta dell’ammiraglio Nelson sconfisse le flotte francesi e spagnole durante le guerre napoleoniche.
A memoria di ciò sono presenti, su tutta la piazza, monumenti e statue a celebrazione di questa vittoria: la colonna di Nelson, alta 30 metri, viene scalata spesso per attirare l’attenzione pubblica su temi sociali, politici o ambientali; i quattro leoni bronzei sono invece  area di gioco dei bambini e, tra i vari piedistalli sormontati da statue di capi militari,ve ne è una tenuta libera per l’esibizione di opere contemporanee.

londra  dicembre 049.JPGQuesta piazza è molto famosa anche per i canti natalizi sotto l’enorme abete che viene allestito durante l’avvento, e per i vari artisti di strada che giornalmente si riversano qui per dipingere, cantare, ballare ed intrattenere i turisti.
Alle spalle della piazza, la National Gallery, uno dei musei più famosi al mondo, dove entrerò per qualche minuto, impaziente di raggiungere la stanza di Van Gogh, uno dei miei pittori preferiti.

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L’ingresso al Museo è gratuito, ma una piccola donazione è gradita; all’entrata troverete dei contenitori trasparenti per  banconote e monetine, ma anche degli addetti alla raccolta delle donazioni tramite carta di credito, con l’utilizzo di un tablet: questo è il progresso! Se alla fine del viaggio vi avanzeranno delle monetine, questo è un buon posto dove lasciarle.
Mi soffermo davanti ai girasoli di Van Gogh, una sorta di rito per me, ogni volta che vengo a Londra; lo spirito eclettico e tormentato di questo artista mi ha sempre affascinata.

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Uscita dal Museo dopo una bella dose di arte, mi dirigo a sinistra verso la chiesa anglicana di St. Martins in Fields

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Edificata sopra i resti di due chiese preesistenti e consacrata nel 1726, è oggi nota per la sua intensa attività artistica e musicale; molto suggestive sono le esecuzioni serali a lume di candela,  mentre durante le esecuzioni del mezzogiorno, ad ingresso gratuito, viene dato molto spazio agli artisti emergenti.

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La fortuna vuole che stia per iniziare un concerto di pianoforte, mi siedo, ascolto la presentazione della giovane artista asiatica e quindi  le bellissime note, immersa in questa atmosfera pacifica.

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All’uscita scendo le scale e vado a prendermi un caffè nella cripta della chiesa, dove  è presente un self service e caffetteria : lo consiglio, qui trovate ancora del cibo tipico inglese a prezzi medi  ed è una bella location per una pausa ( i Wc sono estremamente puliti!)

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La mia destinazione ora è Il Parlamento di Londra e la cattedrale di Westminster Abbey; per godermi il sole decido, uscendo dalla Cripta di St. Martin in Fields, di camminare verso il fiume imboccando, dopo Trafalgar, la Northumberland Ave.
In questa direzione ho la possibilità di passare davanti allo storico Pub Sherlock Holmes, dove vi consiglio di fermarvi per una birra in compagnia o per un fish and chips.
Il piano superiore è da vedere! Vi ricordo però che la vera casa/museo di Sherlock Holmes è al 221b di Backer Street, fermata della metro omonima, poco distante.

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Arrivo In  fondo alla strada dovo trovo i bellissimi giardini di Whitehall Gardens;  entro subito attirata dalla pace dal silenzio circostante. Non sono bellissimi?

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La mia passeggiata prosegue  tenendo il Tamigi alla mia sinistra, ed arrivo proprio all’angolo con il Big Ben ed il Parlamento.

20180831_143412.jpgL’orologio simbolo di Westminster è ahimè in restauro (l’ultimo avvenne nel lontano 1985). In questa occasione, oltre a opere di pulizia e sistemazione del meccanismo interno, verrà installato un ascensore per facilitare l’ingresso anche ai disabili.
Sembra strano non sentire i suoi rintocchi, che scandiscono il tempo dei londinesi dal 1850!
Per poter rivedere il Big Ben in tutto il suo splendore, dovrete attendere almeno fino alla fine del 2021, per consolarvi vi aggiungo una foto d’archivio, scattata un paio di anni fa. 

Supero ora il Parlamento di Londra, così imponente ed austero nel suo stile neogotico vittoriano.  Il palazzo ancora oggi accoglie le due camere del Parlamento del Regno Unito: la camera dei Lord e la Camera dei Comuni. Se volete leggere la storia di questo incredibile palazzo, cliccate qui

londra dicembre 069Proprio accanto al Parlamento splende la Westminster  Abbey.
Il momento migliore per visitarla è durante la funzione delle 8, passeggiando nel silenzio delle navate e dei chiostri, prima che arrivi la folla. Nei giardini interni ci sono anche degli orti di erbe aromatiche e medicamentose, alberi da frutto ed alveari, un tempo fonte di sostentamento principale dei monaci.

 

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La cattedrale è piena di tesori e di monumenti celebri. Qui sono stati incoronati tutti i sovrani da Guglielmo I in poi e sepolti 17 regnanti, fino a Giorgio II.
Nell’angolo dei poeti riposano tra gli altri Charles Dickens, William Blake e Ruyard Kipling.
Isaac Newton, Charles Darwin e, di recente, Stephen Hawking, sono sepolti qui; per me , appassionata di scienza, fisica ed astronomia, è davvero un luogo unico.
E infine… per gli amanti dei rotocalchi, l’abbazia ha ospitato molti matrimoni reali.
Se volete approfondire cliccate qui. 

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Fuori dall’Abbazia trovo un food truck dove prendo un panino vegetariano per pranzo e mi fermo ad ascoltare un artista di strada suonare la Cornamusa.
Riprendo a camminare verso Westminster Bridge, il ponte che, da qui, porta a South Bank.

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Westminster Bridge

Di recente il ponte è stato dotato di pista ciclabile e i marciapiedi pedonali protetti da barriere antisfondamento, predisposti a seguito degli attacchi terroristici avvenuti in questa zona negli ultimi 2 anni.

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London Eye

C’è’ una bellissima visuale da qui, scatto qualche foto e mi dirigo sulla riva sud del fiume,  verso il London Eye.
La ruota panoramica più alta d’Europa è stata inaugurata nel marzo del 2000, per questo denominata anche “Millennium Wheel”, è alta 135 metri e formata da 32 cabine che ospitano fino a 25 persone.
Il suo nome è cambiato nel tempo, in base agli sponsor che si sono succeduti, dal gennaio 2015 si chiama Coca –Cola London Eye. Il biglietto di ingresso non è di certo economico: 25 sterline lo standard ticket, se avete voglia di salirci vi consiglio di prenotare on line con largo anticipo e di andarci la sera, Londra illuminata è magica!
Io oggi non salirò, ma non mi perdo lo spettacolo in 4d che trovate in fondo alla biglietteria: è gratuito e davvero emozionate, descrive in pochi minuti l’atmosfera di Londra tra suoni, profumi e… bolle di sapone, quindi se è la vostra prima visita della città, dovete assolutamente vederlo.

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Proprio sotto la ruota parte il Jubilee Walk, che prosegue dritto fino al Tower Bridge ed ha riabilitato una zona della città che prima appariva piuttosto trascurata.
Lungo il percorso è piacevole vedere come i bambini e le famiglie passino qui il loro tempo, la riva del fiume sembra una spiaggia e gli artisti di strada catturano la mia attenzione, soprattutto il mago delle bolle di sapone circondato da bambini divertiti.

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Poco più avanti incontro la Tate Modern, principale luogo d’arte del lungofiume ed un tempo centrale elettrica. 

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La Tate è paragonabile per prestigio al Metropolitan Museum di NY, l’ingresso è gratuito e , oltre alle esposizioni temporanee,  troverete quelle stabili di Picasso, Monet, Matisse, Brancusi, Pollock, Rothko, Riley, Duchamp e Warhol.
Per ragioni di sicurezza le borse della grandezza maggiore di 55 cm x 40 x 20 non sono ammesse all’interno della galleria

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Totus mundus agit histrionem  – tutto il mondo recita –  questo era il motto che sventolava fiero sulla bandiera del Globe Theatre, il luogo dove mi trovo ora, a pochi minuti di cammino dalla Tate.
In realtà questo è solo la fedele ricostruzione dell’originale teatro elisabettiano, andato totalmente distrutto in un incendio, dove  furono rappresentate molte delle opere di Shakespeare.  La stagione parte a maggio fino a settembre, essendo all’aperto portatevi l’impermeabile!
Proprio accanto al Globe si trova il Millenium bridge e dall’altra parte svetta  la cattedrale di St. Paul; sono quasi le 17:00 quindi faccio un deviazione in quella direzione… ho un appuntamento da non perdere, seguitemi!

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St Paul Cathedral from Millennium Bridge

Il Millenium Brige è a tutti gli effetti un ponte pedonale sospeso, che unisce la zona di Bankside, dove mi trovo ora, con la City; la sua costruzione iniziò alla fine del 1999 e fu aperto il 10 giugno 2000, due giorni più tardi del previsto, ma le inaspettate oscillazioni dovute anche alla marea di folla che lo attraversò, obbligarono la sua chiusura dopo solo 2 giorni. La sistemazione definitiva che eliminò le vibrazioni, sia in verticale che in orizzontale, si ebbe solo nel 2002 quando il ponte venne riaperto, il 22 febbraio.
Oggi il Millenium Bridge può ospitare fino a 5000 persone contemporaneamente, ciò nonostante viene ancora scanzonato con l’appellativo di “Wobbly Bridge” (ponte instabile).

 

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Attraverso il ponte ed arrivo davanti alla City of London School e quindi alla cattedrale di St. Paul; dopo una piccola ispezione della mia borsa all’ingresso, entro mi siedo ed aspetto. Sono arrivata al mio appuntamento con i vespri serali.
La prima nota mi fa sussultare,  il coro di voci bianche è superlativo e dà i brividi; purtroppo non è consentito fare foto o registrazioni  nel rispetto della giovane età dei cantori; vi consiglio di dedicare la vostra prima visita a St. Paul  durante i vespri serali, ne uscirete incantati, indipendentemente dal vostro credo religioso, vi emozioneranno. La cattedrale ha molto da raccontare, se volete approfondire cliccate qui 

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All’uscita scatto qualche foto, riprendo il Millenium Bridge, ripasso accanto al Globe e mi dirigo verso il Borough Market. Per raggiungerlo da questa zona di Londra, vi consiglio di proseguire su Bankside con il fiume sulla vostra sinistra, appena passato il pub “The Anchor” (consigliatissimo) la strada diventerà Bank end e quindi  Park Street, percorretela tutta fino ad incrociare Stoney Street ( in tutto sono 8/10 minuti a piedi) : il Borough Market è proprio di fronte a voi.

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Ma cos’è il Borough Market? E’  il paradiso del cibo, un mercato gastronomico che si tiene ogni giovedì,venerdì e sabato in un’area coperta che, da oltre 1000 anni è dedicata al commercio di generi alimentari. Qui ne potete trovare di altissima qualità, sia di provenienza locale che internazionale. Oltre a fare la spesa potete anche farvi uno spuntino o un pranzo vero e proprio, con piatti cucinati al momento che soddisfano tutti i palati.
Il sabato è il giorno più affollato, ahimè, ma un piccolo tour è doveroso. Se volete saperne di più cliccate qui

20180831_163047_001Riprendo il mio cammino verso il Tower Bridge, ma poiché sono molto stanca decido di prendere un taxi, alzo la mano ed il primo che passa è libero.

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In pochi minuti raggiungo la mia destinazione, ed eccolo… il Tower  Bridge.

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Costruito in 8 anni ed inaugurato nel 1894, il ponte è mobile e consente quindi il passaggio delle imbarcazioni più grandi sul Tamigi. Le passerelle per i pedoni furono chiuse al pubblico nel 1910, visto che la maggior parte delle persone vi sostava a lungo  aspettando che il ponte riscendesse.
Dal 1982  le passerelle sono coperte ed oggi fanno parte di un percorso espositivo, che illustra la storia del ponte.
Da sempre simbolo della città e protagonista di milioni di scatti, è una tappa imperdibile, anche se piuttosto veloce; se volete fare una visita la suo interno, il biglietto d’ingresso è di 10 sterline.

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Mi fermo su una panchina ad osservare il vicino castello fortificato della Torre di Londra, un’opera medievale che nei secoli ha avuto diversi utilizzi : arsenale, tesoreria, menagerie, sede della Royal Mint, sede dei gioielli della corona inglese, prigione. La sua costruzione iniziò tra il 1066 ed il 1087 da Guglielmo il Conquistatore, ma fu portata a termine solo nel 1272/1307 da Edoardo I.
I Gioielli della Corona sono oggi conservati nella Caserma Waterloo, presso la Torre.
Le guardie tradizionali della più bella fortezza di Londra e patrimonio dell’Unesco, quale è Tower of London, si chiamano Yeoman o Beefeater; con la loro caratteristica divisa nera e rossa oggi sono più che altro una sorta di guida turistica di alto livello, oltre che protagonisti dell’antica cerimonia delle chiavi relativa alla chiusura delle porte, che accade ogni sera, da 700 anni, per loro mano.
Per partecipare alla cerimonia, al costo simbolico di una sterlina, dovete prenotarvi mesi e mesi in anticipo, sulla pagina dedicata all’evento. (Tower of London – Ceremony of the Keys)  I biglietti sono disponibili ben 12 mesi prima!

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In inverno, proprio fuori dal castello viene allestita una suggestiva  pista di pattinaggio sul ghiaccio mentre il ristorante “ Coppa Club”, poco distante, installa sulla propria terrazza  8 Igloo in PVC trasparente, riscaldati, dove è possibile cenare come in una vera casa lappone e con una vista mozzafiato.

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Il sole sta per tramontare ed io sono sfinita ed affamata.
Mi dirigo alla stazione della metro “Tower  Hill” e con la Circle Line (linea gialla) arrivo direttamente a Paddington; recupero i miei bagagli ancora fermi in reception, mi sistemo in camera e dopo una doccia infinita scendo per cenare. Alla reception mi indirizzano sulla vicina strada principale. Dopo una rapida occhiata decido di fermarmi in un piccolo locale dove fanno Fish and Chips, uno dei piatti più tipici della nazione, gustoso ed economico, proprio quello che mi serve!

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Mangio velocemente, la stanchezza è moltissima, il mio contapassi segna che oggi ho fatto 22 km a piedi, non male che dite?
Torno in albergo con il solo desiderio di mettermi a dormire, sono solo le 22 ma ho davvero bisogno di caricare le batterie per domani, una nuova giornata a Londra mi aspetta

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Sweet dreams!!!

Secondo Giorno

Buongiorno mondo!
Dopo 8 ore di sonno profondo sono più fresca che mai, pronta per il mio secondo giorno a Londra.
Scendo dal letto ed esco sul terrazzo: la mattina è tiepida e c’è un bellissimo sole. Sono proprio fortunata, l’ombrello rimarrà nello zaino anche oggi. Non è scontato un clima così “mediterraneo” da queste parti!

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Faccio una doccia e scendo al piano terra del mio B&B, sono un po’ affamata e la colazione tipica inglese “full English breakfast” farà proprio a caso mio: pane tostato, uova, bacon, salsicce, pomodori, fagioli e qualche fungo arrostito. Che delizia!
Questo tipo di colazione la trovate servita anche in moltissimi pub della città, fino alle 11 del  mattino, ve la consiglio perché vi permette di avere lo stomaco pieno per molte ore, è come un piccolo pranzo ma a prezzo ridotto.

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Soggiorno al Piccolino Hotel, a meno di 5 minuti di cammino dalla stazione di Paddington e a 10 minuti di quella di Lancaster Gate, all’ingresso di Hyde Park.
La zona ristorante è molto accogliente, ci sono alcuni viaggiatori solitari pronti, come me, ad una nuova giornata  londinese. Dopo qualche scambio di informazioni e un ultima tazza di caffè, salgo a preparare lo zaino ed in 10 minuti sono operativa.

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Prima di scendere alla metro, visito i dintorni del mio alloggio, le vie laterali sono un incanto, degli angoli di pace nascosti in una città così grande!
Provate a perdervi in vie sconosciute, troverete sempre qualcosa di sorprendente in questa città.

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La mia prima destinazione è Notting Hill: è sabato, giorno del suo imperdibile mercato dell’antiquariato.

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Scendo alla fermata di Notting Hill Gate (Central Line – linea rossa) ed  uscendo sulla strada principale seguo le indicazioni “Portobello Market”, che mi portano su Pembridge Road, per poi svoltare a sinistra in Portobello Road. Già percorrendo questa via avrete una prima idea del quartiere: eleganti case vittoriane,  coloratissime e con dei piccoli ingressi a bordo del marciapiede, tra le quali scorgo al n. 22 la casa londinese di George  Orwell: ho letteralmente divorato i suoi libri. Uno scrittore che merita un approfondimento. Come dimenticare 1984?

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Dovete sapere che queste prime case a colori pastello hanno mantenuto la loro parvenza rurale ed indipendente, nonostante sia una zona molto trafficata.

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Proseguendo incontro un artista di strada davvero singolare: il Cappellaio Matto di Alice in Wonderland che invita i turisti a sedersi al suo tavolino da tè per una foto. Una trovata tipicamente turistica, ma mi colpisce la cornice ai suoi piedi, con la scritta: la felicità non è una destinazione, ma un modo di vivere.
Sembra scritta appositamente  per noi viaggiatori, che ne pensate?

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Continuo su Portobello Road ed arrivo al famoso negozio di targhe ed insegne celebrative/pubblicitarie in latta. Non potete non notarlo, è davvero singolare.

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Poco più avanti giungo all’incrocio con Chepstow Villas dove, a destra e sinistra, una fila di case vittoriane bianche illumina la strada, sono davvero belle e scatto alcune foto .

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Attraverso la strada e, proseguendo su Portobello Road, entro nella zona del mercato,  cuore  pulsante di questo quartiere diventato famoso nei primi anni 2000 grazie al film Notting Hill con Julia Roberts e Hugh Grant, pellicola che ha fatto aumentare vertiginosamente i prezzi degli immobili in questa zona di Londra.

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Il mercatino è un esplosione di colori, la folla cammina tra un banchetto e l’altro in cerca di qualche occasione o di un piccolo souvenir. L’antiquario Alice’s, sul lato destro della strada, spicca su tutti con la sua vetrina rossa; dedico sempre uno sguardo ai suoi banchetti e questa volta mi soffermo sulle preziose ceramiche

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Il caldo inizia a farsi sentire. Camminando oltre incontro le prime bancarelle di cibo e frutta, disposte al centro della strada; ordino una spremuta di arancia da asporto, per non perdere troppo tempo, e continuo a guardarmi attorno. Frutta, verdura e cibo venduti in questo mercato sono di ottima qualità, potete decidere di pranzare qui sedendovi su un muretto o marciapiede, ascoltando della buona musica , meteo permettendo.

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Gli artisti di strada rallegrano i turisti con le loro canzoni inedite; alcuni di essi vendono il CD dei propri  brani, musica a km zero e spesso davvero molto buona, un souvenir genuino!

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A metà percorso lungo il mercato troverete, alla vostra destra,  una piccola piazzetta  dove potrete ammirare un complesso di case tipiche nei colori pastello, un angolo sicuramente da fotografare.

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L’ultima parte del mercato si sviluppa sotto un cavalcavia stradale, è quindi una zona parzialmente coperta. Se piove, dirigetevi direttamente qui! Mi concentro sulle bancarelle di sinistra, dove normalmente si trovano i rivenditori di abiti e gioielli vintage; qui ho comprato spesso giacche e cappotti usati in ottimo stato e con un tocco Brit! Trascorrete del tempo qui, senza fretta, potete trovare molti oggetti ed accessori artigianali e conoscere chi li crea, servirà anche per esercitare il vostro Inglese e tornare a casa con qualcosa di più di un semplice souvenir.

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In fondo a questa parte del mercato, all’angolo con Ladbroke Grove, c’è un Pret a Manger, una catena di fast food/caffetterie che utilizza prodotti freschissimi e organici; è sempre presente una scelta vegetariana nonché di zuppe calde, frutta e yogurt. Mi fermo qui per la mia pausa pranzo perché, non ci crederete, sono già le 13:00.
Se devo mangiare velocemente senza spendere una fortuna, prediligo questa catena di locali, la gentilezza è ad altissimi livelli ed anche la qualità.
Prendo un insalata con del salmone fresco ed una bibita, l’atmosfera è rilassata, mi godo la musica in sottofondo e la WIFI gratuita, cercando su Google Maps l’autobus migliore che da qui mi porti in prossimità di Hyde Park. Trovato! È il numero 52.

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Finisco il pranzo e raggiungo la fermata , dove in pochi minuti arriva il mio bus,  rigorosamente a due piani; salgo e pago la mia corsa con la fedele Oyster card, mi accomodo di sopra da dove ho una vista panoramica sul percorso.

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Mi godo tutto il quartiere visto dall’alto, scorgendo anche bellissimi scorci tra i quali un pub interamente coperto di fiori.

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Dopo circa 10 minuti scendo alla fermata della Royal Albert hall, proprio di fronte all’Albert Memorial.

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L’Albert Memorial è un monumento situato nei giardini di Kensington, voluto dalla regina Vittoria in memoria di suo marito, Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, morto prematuramente a soli 42 anni nel 1861, per febbre tifoidea. Il monumento fu realizzato da Sir George Gilbert Scott, in stile neogotico, ed ospita all’interno di un baldacchino protettivo la statua del principe Albert, ricoperta di foglie d’oro.
L’amore per il marito, spinse la regina Vittoria a realizzare altri memoriali, tra cui quelli di Manchester e di Edimburgo, sempre nello stesso stile di quello londinese.
Passeggio all’interno dei giardini in direzione di Hyde Park, poco distante; superata la galleria d’arte Serpentine, mi avvicino al laghetto “Serpentine” dove, con stupore, vedo galleggiare un’installazione temporanea del grande artista bulgaro Christo Yavachev,  “The London Mastaba” ossia la riproduzione di una tomba funeraria dell’antica civiltà egizia, realizzata con 7.506 barili di petrolio e tenuta ferma da 32 ancore.

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“Non posso essere io la guida, solo sviluppando i sensi ciascuno potrà trovare il suo messaggio. Ho creato un’enorme scala verso il cielo!“

Ha dichiarato alla stampa l’autore dell’opera.
Conosco bene questo straordinario artista, che solo 2 anni prima ha collegato alla terraferma, con dei ponti galleggianti, due delle tre Isole del Lago di Iseo (Lombardia-Italia) lago a me molto caro.
Leggete in proposito il mio articolo su Montisola e, per approfondimenti, cliccate qui.
Alle mie spalle il Memorial di Lady Diana, un luogo che visito sempre quando vengo ad Hyde Park. Trovate altri approfondimenti qui.

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Questa singolare fontana di forma circolare è stata inaugurata nel 2004 da Sua Maestà la Regina, quale simbolo e tributo alla vita, personalità e amore per i bambini della principessa Diana.
E’ possibile camminare liberamente all’interno di essa, come voluto dagli ideatori per simboleggiare la grande disponibilità della principessa; oggi sarebbe felice di vedere le decine di bambini a piedi nudi (ed alcuni in costume da bagno!) divertirsi nell’acqua fresca, giocare con i genitori e ridere rumorosamente. Mi fermo sul bordo in granito, tolgo le scarpe ed immergo i piedi, accaldata dalla giornata estiva e dalla lunga camminata. Una pausa di 10 minuti in questo luogo è doverosa, si respira gioia e pace.

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Accanto al Diana Memorial trovate il Lido, un buon posto per fare colazione o degustare uno snack  all’aperto, con vista sul laghetto, o riparandovi  all’interno nei mesi più  freddi; ve lo segnalo anche per la presenza dei bagni pubblici gratuiti.
Proseguendo la mia passeggiata nel parco, mi godo la bellezza di piante e fiori, nonché  la presenza di allegri scoiattoli, che cercano di avvicinarsi in cerca di cibo.

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Hyde park è consigliatissimo per fare un picnic, una gita in barca a remi nel laghetto, per leggersi un buon libro sotto un albero o fare yoga e altri sport immersi nella natura

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Da lontano si avvicinano due figure eleganti e coloratissime: due neo sposi indiani nelle loro vesti tradizionali, impegnati negli scatti celebrativi del loro matrimonio… che fortuna incontrarli. La bellezza di questa città è anche la sua anima cosmopolita e multi religiosa.

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Pochi passi e raggiungo Hyde Park Corner, un incrocio di vie che mi porterà dritta verso Buckingham Palace.  Passo sotto il Wellington Arch ed imbocco Constitution Hill, cosa possiamo dire di questo luogo?

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In realtà ben poco; l ’arco di Wellington venne edificato nel XIX secolo insieme al poco distante Marble Arch, per celebrare le vittorie britanniche durante le guerre napoleoniche (vi ricordate Trafalgar Square?). Originariamente sopra l’arco era posizionata la statua del Duca di Wellington appunto, da molti considerata troppo grande e sgradita anche alla Regina Vittoria. Nel 1912 la statua venne sostituita dall’attuale dea alata della Vittoria, nell’atto di discendere con il suo cocchio guerriero.  Oggi questo monumento  è prettamente conosciuto quale una delle porte della città, essendo situato ai margini di una delle arterie stradali più importanti di Londra.

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Pochi passi ancora ed  eccolo alla mia destra, il  Buckingham Palace!

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Una tappa imperdibile se è la vostra prima volta nella capitale Inglese; alla cancellata del palazzo sono numerosissimi i turisti che sbirciano tra le sbarre per vedere le Guardie Reali, le Coldstream Guards, nella loro inconfondibile divisa rossa e nera.

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Residenza ufficiale della Regina, questo palazzo è da sempre un punto di riferimento per i sudditi inglesi, soprattutto nei momenti di gioia o di dramma della storia del Regno. In questo luogo vengono celebrati ancora moltissimi ricevimenti reali e visite di capi di stato. Se volete approfondire la storia del palazzo , della famiglia reale ed organizzarvi ad assistere al cambio della guardia, visitate il sito ufficiale

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Alle mie spalle il memoriale della Regina Vittoria, chiamato simpaticamente  “Wedding Cake”  per la sua linea che ricorda una torta nuziale bianchissima, con appoggiata sopra la statua dorata della Dea della Vittoria. Questo complesso scultoreo dà le spalle al palazzo, mentre  la figura della Dea guarda verso il The Mall, circondata da statue degli angeli della carità, verità, e giustizia  (per approfondire con calma questo monumento e la vicina zona consultate questo sito.

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Da qui avete due scelte: se volete raggiungere qualsiasi altra zona della città, la fermata della metro più vicina è quella di Hyde park Corner o Green Park; se preferite camminare godendovi un po’ di pace, proseguite nei giardini di St. James (i miei preferiti in assoluto) ricordandovi che a metà del percorso avrete la possibilità di prendere la metro o un autobus nelle vicinanze di Birdcage Walk, la strada principale che costeggia l’ala sud del parco. Io decido di camminare ancora un po’,  voglio arrivare al ponte sul laghetto, da dove si ha una meravigliosa veduta del London Eye, ve lo consiglio al tramonto, farete foto magnifiche!

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Dovete sapere che l’area in cui oggi si sviluppa il parco, fu acquistata nel 1532 da re Enrico VIII ed originariamente si presentava acquitrinosa e paludosa. La residenza del re era poco distante (York Palace) motivo per cui egli decise, dopo l’acquisto, di bonificare la zona per renderla degna ed adatta alla famiglia reale .

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Il St. James’ Park è il più antico parco di Londra; qui potete trovare flora e fauna ben curate e protette, nonché  una colonia di pellicani portati qui a metà del  1600 dall’ambasciatore russo, come regalo a Carlo II .

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Se volete conoscere tutta la storia del parco, cliccate qui
La mia visita al parco finisce alla cancellata di Queen Anne, una delle uscite laterali; attraverso la strada imboccando la via omonima ed arrivo alla stazione della metro di St. James, dove sono opzionabili la linea Circle (gialla) e la linea District (verde) . Entrambe vanno bene, portano verso la fermata di South Kensington che, pur essendo ad ovest rispetto alla mia destinazione, è un interscambio con la Piccadilly Line (blu)  , necessaria a  raggiungere l’ultima mia  destinazione di questa sera: Covent Garden
Un piccolo consiglio: orientarsi con la metro a Londra non è per nulla difficile: studiate sulla mappa la vostra destinazione finale, individuate la linea e scendete ai treni, scegliendo  la banchina  di partenza in base alla posizione della vostra fermata  finale rispetto a dove vi trovate in quel momento. In pratica, vi sposterete seguendo i punti cardinali: East Bound /West Bound/North Bound e South Bound.

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Arrivo alla fermata di  Covent Garden e salendo mi trovo per un  attimo fagocitata dalla folla; dopo alcune ore trascorse al parco, nella pace totale, mi sento un po’ stordita e mi fermo all’angolo della strada, proprio accanto alla gioielleria Tiffany, posto perfetto dove fare colazione guardando le vetrine, che dite?

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Covent Garden è di fatto un quartiere del West-End di Londra, zona di teatri ed intrattenimento, anche se i turisti si riversano principalmente nella sua grande piazza pedonale, piena di negozi di moda, prodotti di artigianato locale e molti artisti di strada, tra cui bravissimi cantanti.
Nella parte coperta della piazza spicca l’Apple market, che ospita un mercatino di prodotti artigianali.

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Sempre in questa zona coperta potete acquistare dell’ottimo tè nelle varie Tea House, fare uno spuntino in uno dei vari ristoranti o tavole calde, mentre nelle viuzze esterne vi suggerisco Stanfords , leggendario negozio specializzato nella vendita di mappe (aperto dal 1901) e la Apple Store, inaugurato nel 2010 e recentemente ristrutturato , è attualmente lo Store marcato Steve Jobs più grande del mondo.
Vi svelo una curiosità:  molto tempo fa, nel XII secolo, Covent Garden era un orto del convento benedettino di St. Peter a Westminster (Covent/Convento). Lo scisma religioso segnò la svolta e questa zona divenne poi ciò che è ora: il quartiere artistico di Londra.

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Faccio un giro attorno alla piazza e mi dirigo in una delle piccole vie laterali, Floral Street,  per andare a salutare l’ingresso del Royal Ballet, uno dei centri di studio della danza più importanti del mondo; in quello di Floral street studiano allievi tra i 16 ed i 19 anni.
Giunta  davanti all’ingresso rimango senza parole, posso solo iniziare a ballare.

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Alla fine della via attraverso Bow street e mi dirigo leggermente a sinistra, dove in un angolo, in tutta la sua grazia, c’è la statua della Ballerina, intenta ad allacciare la sua scarpetta.

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L’opera è dello scultore italiano Enzo Plazzota, inaugurata qui nel 1988 e posizionata proprio di fronte alla Royal Opera House, un chiaro omaggio alla giovinezza attraverso questa ballerina, impegnata forse a sognare il suo debutto in quel teatro.

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Riprendo Floral Street e questa volta la percorro tutta, seguendo le indicazioni per Leicester Square, poco distante.
La piazza di Leicester è lo snodo centrale del famoso quartiere di Soho, situata tra Covent Garden, da dove provengo, Piccadilly Circus e Trafalgar Square.
E’ conosciuta prettamente per le sue prime cinematografiche e per le star del cinema che vi partecipano; sui lati di questa piazza, infatti, si trovano le maggiori sale cinematografiche londinesi .
Leicester Square, inoltre,  ospita al suo centro un piccolo giardino, nel quale si trovano busti dedicati ai grandi dello spettacolo e delle scienze : William Shakespeare, Charlie Chaplin, Isaac Newton.

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Mi dirigo verso uno degli angoli della piazza, passando tra esibizioni di ballerini di strada e musicisti, che fermento e che vita anche qui!
Osservo con interesse l’orologio meccanico in stile svizzero che proprio ora si sta muovendo per battere le ore 6 della sera .

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Se avete bambini con voi o amate comunque gli M&M’s, proprio accanto all’orologio svizzero è stato aperto pochi anni fa l’M&M’s Store, ma se gradite poco l’odore della cioccolata non è un luogo per voi.
Io mi fermo nella prima sala all’ingresso, per salutare i protagonisti di questo mondo di cioccolata, e scattare un paio di foto.

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Ora sono proprio stanca, nonostante abbia dedicato buona parte della mia giornata ai parchi di Londra, il mio contapassi segna 20 km, non male anche oggi!
La fame si è fatta sentire già da un po’, mi dirigo al primo Pret a Manger che trovo (all’uscita della metro di Leicester Square ) ed ordino una zuppa di pollo bollente; è buonissima e nutriente, quello che mi ci voleva .

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Le forze ormai scarseggiano, la brezza della sera mi aiuta a raccogliere le energie per scendere di nuovo alla metro, cambiare linea a Piccadilly Circus (dalla blu alla marrone) e raggiungere Paddington in meno di 20 minuti.
Arrivo in hotel godendomi il profumo dei giardini attigui alla strada, mescolato al rumore degli avventori dei vari pub, che bevono e chiacchierano all’aperto, godendosi il clima favorevole di settembre.
Inutile dirvi che appena arrivo in albergo ho giusto la forza per fare un doccia e mettermi il pigiama.
Un’altra giornata a Londra è finita, domani sarà il mio ultimo giorno qui e già sento  la malinconia.
Meglio dormirci su, bye bye!

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Terzo giorno

È  domenica mattina, siete svegli?

Probabilmente no, vi starete godendo il relax domenicale come giusto che sia, io invece mi sono alzata molto presto, è la mia ultima giornata a Londra e voglio sfruttare al massimo la mattinata, visto che alle 16 dovrò essere in aeroporto.

Dopo un’ottima colazione, ho lasciato i miei bagagli in reception ed ora mi sto avviando a piedi verso Hyde Park, a 15 minuti di cammino da qui.  Si, avete ragione, ho già visto molto dei parchi londinesi ieri, ma voglio proprio rivedere da vicino il Kensington Palace, la residenza natale della regina Vittoria, che fu anche dimora della compianta principessa Diana.

Il tragitto dal mio alloggio al parco è molto piacevole, sono in una zona residenziale molto tranquilla; le uniche persone che incontro sono le tate a passeggio con i bambini e gli sportivi in tenuta da jogging, molti accompagnati dal loro cane che, come me, si dirigono verso il parco.

All’ingresso del parco , a poche centinaia di metri dalla stazione della metro di Lancaster Gate, noto avanzare una piccola fantina a cavallo con la sua istruttrice, ordinata nella corsia dedicata;  mi sorprende ogni volta vedere come sia facile dedicarsi all’equitazione in questa città.

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Aiutandomi con la mappa mi dirigo in diagonale verso il Kensington Palace ed incontro un opera scultorea che, scusate la mia ironia, mi ricorda le dolorose visite dal dentista. A voi piace ?

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Camminando nella totale quiete, tra bellissimi alberi e manti erbosi, non mi accorgo di essere seguita da un pericolosissimo personaggio: uno scoiattolo che, incuriosito dalla mia piccola figura, ha cercato di abbracciarmi. Dopo il primo spavento, ci siamo messi a ridere entrambi!

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Arrivo in prossimità degli Italian Gardens, sono bellissimi e anche affollati; le persone più mattiniere sono qui, sedute sulle panchine a leggere il giornale o un libro, sorseggiando un caffè da asporto.

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Questo “parco nel parco” è formato da quattro vasche d’acqua il cui rosone centrale è di marmo di Carrara; nei laghetti bellissime ninfee mi ricordano i quadri di Monet e le statue che circondano questa area pacifica dei giardini, rendono l’atmosfera tranquilla e poetica.

Pare che gli Italian Gardens vennero donati dal principe Albert alla sua amata Vittoria, un regalo eterno che va ben oltre un semplice gioiello, che dite?

L’ultima ristrutturazione dei giardini è avvenuta nel 2011.

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Il restauro segna la parte finale di Tiffany – Across the Water, un progetto per il recupero ed abbellimento  di fontane ornamentali e per il bere, attraverso gli otto parchi reali, sostenuto da una sovvenzione di 784.000 sterline da parte della Fondazione Tiffany & Co.

Tra soste accanto agli alberi o seduta sul prato, vedo in lontananza il Kensington Palace
Per raggiungerlo attraverso un prato pieno di oche starnazzanti, camminando poi lungo la riva del laghetto, il Round Pond 

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La bianchissima statua della regina Vittoria è proprio all’ingresso del palazzo, dove nacque nel 1819 e dove abitò fino alla sua incoronazione con successivo trasferimento a Buckingham Palace, nel 1837. Dopo di lei, nessun sovrano abitò più qui;  le dependance private sono invece oggi dimora di alcuni membri della famiglia reale.

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Il sole è accecante stamane,  il bianco della statua spicca tra il verde dei giardini ed il color mattone dell’edificio alle mie spalle.

Se volete entrare a palazzo, sappiate che gli appartamenti della regina Vittoria sono visitabili, così come la galleria di ritratti della casa reale e le collezioni di abiti cerimoniali, compresi quelli appartenuti a lady Diana Spencer.

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Oggi mi limito ad ammirarlo da fuori, avendolo già visitato in svariate occasioni; vi consiglio una tappa in questo luogo, l’atmosfera attorno all’edificio è regale ed al suo interno vi sentirete trasportati indietro nel tempo nell’era Vittoriana, che tanto rese grande Inghilterra.

Mi dirigo sul lato sinistro, dove una cancellata ricoperta  di fiori, disegni, peluche e candele mi ricorda che proprio venerdì scorso, data del mio arrivo a Londra, cadde l’anniversario della scomparsa della Principessa Diana, avvenuto 21 anni fa.

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E’ commovente vedere quante persone si siano fermate qui, a dire una preghiera o a portare un fiore. Ero indecisa se fare foto o meno, ma alla fine dovevo condividere con voi la mia commozione.  L’atmosfera è raccolta e si respira un enorme rispetto per questa triste ricorrenza.

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Questa  lenta camminata “in diagonale” da Lancaster Gate a Kensington Palace mi ha impegnata per un paio di ore, sono quasi le 11, mi dirigo quindi sulla via principale High Street Kensington dove prenderò il bus nr. 9 accanto alla Royal Albert Hall (che abbiamo già incrociato ieri), per raggiungere Brompton Road 87/135, dove visiterò i grandi magazzini Harrod’s; la sosta è un must se è la vostra prima visita a Londra, per me è invece obbligatoria per tutti gli acquisti che mi sono stati commissionati dagli amici italiani.

Se volete arrivare in metro, Harrods è perfettamente collegato con la linea Blu – Piccadilly Line, la fermata è Knightsbridge, proprio accanto all’ingresso principale, la porta nr. 6.

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“Omnia Omnibus Ubique – everything for everybody everywhere” , “Tutto per tutti ovunque“ ,  “dallo spillo all’elefante “

Sono alcuni slogan che ben identificano l’essenza di questo luogo: puoi trovare tutto ciò che cerchi o che non avresti mai pensato di desiderare.  Tra collezioni di abiti dei più grandi stilisti del mondo, gioielli, mobili pregiatissimi, automobili di lusso, giocattoli, cosmetici. All’interno dello store trovate anche delle mostre d’arte dei più famosi artisti locali ed internazionali.

Oggi mi imbatterò in una mostra temporanea dedicata a Salvador Dalì.

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Questo grande magazzino, ormai meta turistica londinese, oltre che luogo di shopping di eccellenza, iniziò l’attività nel ricco quartiere di Knightsbridge nel 1849 per volontà del suo fondatore, il Sig. Charles Henry Harrod, un droghiere proveniente dall’Essex.

Il sig. Harrod era esperto commerciante di tè e di prodotti da forno, gli affari nella zona prosperarono velocemente grazie alla ricchezza del quartiere,  fino a permettergli di ingrandire il magazzino acquistando i negozi adiacenti

Nel 1985 fu acquistato dal noto imprenditore egiziano Mohamed Abdel Moniem Fayed , si dice per 300 milioni di sterline; rivenduto per 1,5 miliardi di sterline nel 2010, oggi è di proprietà della Qatar Holding .

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Appena superato l’ingresso, vi consiglio di prendere una mappa e scegliere i piani da visitare, o parte di essi; Harrod’s è enorme, 93.000 mq, 8 piani di cui due interrati e 300 reparti.

Gli ascensori sono 146 ed ogni reparto è collegato a quello adiacente da corridoi,dove sul pavimento troverete alcune linee guida colorate, a condurvi nei vari settori.

Sicuramente l’area più frequentata dai turisti è il Gift Shop al secondo piano , dove sono proposti svariati  articoli, perfetti come souvenir; famosissime le borse in plastica lucida (indistruttibili), decorate con diversi temi rappresentativi di Londra o di Harrod’s stesso e gli orsacchiotti di peluche Teddy.

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Questa è la mia, acquistata moltissimi anni fa, ora è introvabile!

Ultimati gli acquisti esco e mi dirigo alla Metro, per tornare al mio B&B e recuperare i bagagli, è ora di andare in aeroporto con la Piccadilly Line; se volate da Heathrow vi ricordo che è presente un punto vendita Harrod’s dedicato ai souvenir al Terminal 5,  spesso con prezzi ridotti. Se avete poco tempo potete prendere gli ultimi regalini e ricordi del vostro viaggio a Londra mentre aspettate il vostro volo.

E se non amate lo shopping al chiuso?

Vi consiglio un’alternativa adatta ad una prima visita a Londra: Camden Town.

Cliccate qui per l’approfondimento

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Sono ormai al termine dei miei tre giorni a Londra, sono volati ma l’energia che mi ha lasciato la città mi farà compagnia, sono sicura, fino al mio prossimo viaggio.

Prima di salire in aereo vi saluto con una foto fatta il primo giorno, accanto all’iconica cabina telefonica inglese, immancabile scatto per ogni turista e, perché no, anche di ogni viaggiatore.

See you soon  London!

 

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Se avete domande e suggerimenti scrivetemi nei commenti

Ciao dalla Vostra Crackita!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

🇵🇹 A Spasso sul Pontile Palificato di Carrasqueira

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Mio padre, volendomi sorprendere, parcheggiò il camper a debita distanza e mi disse: ”Vai, vai a vedere.”

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IMG_0152Il luogo era a dir poco desolato; il sole stava ormai calando, non mi rimase che fare spallucce e accontentarlo ma, dopo pochi passi in quello che mi sembrava il nulla, mi si presentò uno scenario emozionante: uno srotolarsi di pontili sorretti da palafitte, simili a corridoi che si addentrano nell’orizzonte, fatti di legno grezzo impallidito dal sole e dalla salsedine e, qua e là, delle casupole colorate da dove ci si aspetta esca qualche gnomo marittimo.

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Il Cais Palafítico da Carrasqueira è sconosciuto a molti, persino ai portoghesi. Rimane nello estuario del fiume Sado, sulla costa del Alentejo nella provincia di Alcácer do Sal.

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IMG_0135Da sempre gli abitanti della zona si sono occupati di agricoltura e pesca ma, con l’aumento del commercio delle ostriche negli anni ‘50 e conseguente aumento dei pescatori, iniziò a diventare difficoltoso accomodare le barche, questo perché, in bassa marea l’estuario è estremante paludoso e raggiungere le barche era praticamente impossibile.

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Fu allora che i pescatori ebbero questa magnifica idea: piantare dei paletti ed inchiodarci su delle tavole, cosi avrebbero potuto camminare sull’acqua e ognuno avrebbe raggiunto la propria barca senza difficoltà. Va da se che con l’avanzare del tempo è avanzata anche la lunghezza dell’improvvisato pontile che oggi supera le centinaia di metri.

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Per quanto riguarda le piccole e affascinanti casette, mi dispiace dire che non sono abitate da gnomi marini… servono come magazzini per attrezzatura. (Ne siamo sicuri?)

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Come arrivarci:

Se non disponete di un padre che vi ci porta in camper, c’è un autobus che fa la tratta Troia – Alcácer do Sal e vi permette di arrivare alla villa da Carrasqueira. Qui il pdf degli orari

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m.s.

Se avete domande o suggerimenti, scrivetemi nei commenti!
Ciao dalla vostra Crackita

🇵🇹 Tre Giorni a Lisbona

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Nuovo Kindle Oasis

Olá!
Ho pensato di
portarvi a Lisboa, mia città natia, per un viaggio di tre giorni

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Orio al Serio

Ho acquistato il biglietto aereo direttamente sul sito Ryanair due mesi fa e ho speso €120,00 (in bassa stagione costa molto meno: ho viaggiato con €40,00 ad ottobre, andata e ritorno). 

Partendo da Brescia – città dove abito adesso –  raggiungo Orio al Serio con l’autobus Autostradale, a mio parere servizio eccezionale e sempre puntuale. Senza intoppi arrivo in aeroporto.

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Pronta per il decollo!

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Il volo da Milano (BGY) a Lisbona, Portogallo (LIS) dura meno di 3 ore.
Mi rilasserò leggendo.

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Ed eccola li, Lisbona, capitale del Portogallo! Sette colline che si specchiano nelle acque del fiume Tago (Tejo) che, dopo aver attraversato tutto il paese si fonde per sempre con l’Oceano Atlantico.

Il porto fluviale di Lisbona ha avuto un ruolo da protagonista sin dai tempi remoti, vari popoli del Mediterraneo arrivarono qui attratti dalle possibilità commerciali offerte dalla posizione privilegiata, i Fenici furono uno di questi che, nel 800 a.C. fondarono Alis Ubbo o Olissopo, da cui deriva l’attuale nome Lisboa.

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Aeroporto da Portela – Lisboa

Aeroporto di Lisboa- Portela – Benvenuti a Lisbona – aspetto la valigia e sono pronta.

Taxi?


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Vi sembrerà strano, ma il servizio taxi di  Lisbona con è affatto caro. Lo scelgo per raggiungere il centro dall’aeroporto e mi costerà €12.35
Qui trovate altre informazioni su come muovervi a Lisbona

Primo Giorno

Belém

Prendete il tram 15E in Praça da Figueira – in centro, raggiungibile in metropolitana, fermata RossioVi ho evidenziato la fermata del tram, vedete? In basso a destra colorata di giallo.

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Godetevi il viaggio di 35 minuti e scendete al Monastero dei Jeronimos 

 

 



Come prima cosa, una bella colazione: devo obbligatoriamente fermarmi ai 
Pasteis de Belém!

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Pasteis de Belém

All’inizio del XIX secolo esisteva in questo luogo una raffinazione di canna da zucchero con annesso negozietto di articoli vari. Come conseguenza della rivoluzione liberale avvenuta nel 1820, nel 1834 tutti i monasteri del Portogallo furono chiusi e il clero insieme ai lavoratori espulsi.
Nel tentativo di sopravvivere, qualcuno del monastero si mise a vendere, in questa struttura, dei pasticcini che vennero velocemente soprannominati: “Pastéis de Belém“.

Se vedete una lunga coda non vi spaventate, vi insegno un trucchetto: entrate, sedetevi e presto verrete serviti!
Ignari, tutti si mettono in coda, ma questa serve solo per il servizio al banco!
Comodamente seduti al tavolo, potete ordinare dei pasteis da portare via in confezioni da 6 unità.

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Il monastero di Jeronimos (Geronimiti) è stato classificato come “Patrimonio culturale di tutta l’umanità” dall’UNESCO nel 1983.

Principale esempio di architettura manuelina, questo monastero è il più notevole complesso monastico portoghese del suo tempo e una delle principali chiese d’Europa.
La sua costruzione iniziò, per iniziativa del re Manuel I, all’alba del XVI secolo e si estese per cento anni.

l’Infante Dom Henrique, nel 1452, aveva li fatto costruire l’Eremo di Santa Maria de Belém, e in quella chiesa, grandi navigatori come Pedro Álvares Cabral, Vasco da Gama e altri, vegliarono prima di partire per i loro grandi viaggi in mare.

Nel 1496, prima della scoperta della rotta marittima verso l’India da parte di Vasco da Gama, D. Manuel I chiese alla Santa Sede di avere il permesso di erigere un grande monastero al posto del vecchio eremo dell’Ordine di Cristo all’ingresso di Lisbona, vicino alle rive del Tago.

Donato poi ai monaci dell’Ordine di San Girolamo, è ora comunemente noto come Monastero di Jerónimos.
Clikate qui per una visita virtuale

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Mosteiro dos Jeronimos

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Museu Nacional de Arqueologia de Lisboa

Nell’ala est del Monastero di Jerónimos, precedentemente occupato dalle camere dei monaci, si trova Il Museo Nazionale di Archeologia di Lisbona

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In fondo al piazzale del Museo di Archeologia si trova  il Planetário Caloust Gulbenkian. Li dentro vengono svelati i misteri del cosmo e puoi goderti un viaggio virtuale tra i pianeti, una visita alla Luna, seguita da una spedizione nella regione polare. Inoltre, il planetario presenta interessanti documenti audiovisivi sulle eclissi lunari e solari, il movimento delle stelle e il sistema solare, e altro ancora.
Adoro quel posto!   Sbirciate qui

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Museo da Marinha

 

Di fianco al Planetario si trova museo della Marina: Museo da Marinha, il luogo migliore per rivivere il glorioso passato del Portogallo.  Le sale del museo ripercorrono le grandi avventure di marinai ed esploratori che con le loro scoperte ampliarono gli orizzonti del mondo.
Museo da Marinha

 

Prossima fermata: Torre de Belém

La linea ferroviaria e la Av. da India costituiscono una barriera insormontabile per coloro che vogliono accedere dal Monastero dei Jerónimos alla Torre de Belém o viceversa –  è necessario utilizzate un sovrappassaggio. Per il monumento alle scoperte invece ci si può servire dal passaggio sotterraneo. 

Guardate la foto sotto:

Ponte cavalcavia 

Sottopassaggio  

Scelgo di utilizzare il cavalcavia e… che ne dite, ci riposiamo per un momento ?

Mi fermo alla Confeitaria Nacional Belém, un localino in riva al Tago, senza pretese, dove assaporare lo spirito portoghese. Ordino al banco e mi siedo fuori, avendo di fronte la Torre de Belém.

Un Pastél de Bacalhau (polpeta di merluzzo) um Rissól de Camarão (raviolone di gamberi) e una imperial (cosi si chiama le birra piccola alla spina) Sagres, che è la più amata birra nazionale. 

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Torre de Belém 

La Torre di Belém  (originariamente Torre de São Vicente) è una delle maggiori attrazioni turistiche del Portogallo e il più grande simbolo architettonico del paese.

Insieme al Monastero di Jeronimos e al Monumento delle Scoperte forma il trio più visitato del paese.

Classificato come sito del patrimonio mondiale dall’UNESCO dal 1983, è stato eletto una delle sette meraviglie del Portogallo il 7 luglio 2007.

La Torre de Belém si trova sulla riva destra del fiume Tago, dove un tempo esisteva la spiaggia di Belém. In origine la torre era circondata dall’acqua, ma nel corso dei secoli è stata avvolta della spiaggia, incorporandosi infine alla terraferma.

E’ un’icona dell’architettura del regno di Manuele I del Portogallo.

La Torre de São Vicente appartiene alla formazione difensiva del bacino del Tago, eretta da João II del Portogallo nel 1514, composta a sud dalla torre di São Sebastião da Caparica (1481) e a ovest dalla Torre di Santo António de Cascais (1488).

Nel corso del tempo la torre perse la funzione difensiva e gli antichi depositi di esplosivi lasciarono il posto alle segrete. Nei quattro piani della torre, rimangono la Sala del Governatore, la Sala dei Re, la Sala per le Udienze e, infine, la cappella con le sue caratteristiche volte cinquecentesche.

Il monumento riflette influenze islamiche e orientali, che caratterizzano lo stile Manuelino. Implicito è anche il nazionalismo, poiché è tutto circondato da decorazioni dello stemma del Portogallo, incluse iscrizioni di croci dell’Ordine di Cristo nelle finestre del bastione.

L’ultima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
Per informazioni riguardo orario e prezzo potete visitare il sito web della Torre.

Sul pavimento vicino alle torre trovo una poesia di Fernando Pessoa:

Onda che, arrotolata, torni,
Piccola, al mare che ti ha portato
E nel ritirarti ti frastorni
Come se il mare niente fosse,

Perché porti con te?
Solo la tua cessazione,
E, nel tornare al mare antico,
Non porti il mio cuore?

Poco distante della Torre de Belém c’è un’altro monumento che dobbiamo visitare:

Padrão dos Descobrimentos

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Si rimane colpiti dal pavimento in marmo, di fronte al monumento, dove è rappresentata una rosa dei venti di 50 metri di diametro, disegnata dall’architetto Luis Cristino da Silva e offerta dal Sudafrica nel 1960.
Al centro è raffigurato  un planisfero largo 14 m, decorato con elementi vegetali, rose dei venti, buffoni, una sirena, un pesce fantastico e Nettuno con tridente e tromba montato su un essere marino. Date, navi e caravelle segnano le principali rotte dell’espansione portoghese, tra il XV e il XVI secolo

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Il monumento originale, in materiali deperibili, fu eretto nel 1940 in occasione dell’esposizione mondiale portoghese per onorare le figure storiche coinvolte nelle scoperte portoghesi.

L’attuale replica in cemento e pietra è stata inaugurata nel 1960.
Prezzi e orari 
qui

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Prendo l’ascensore che porta in cima al monumento e guardate che vista!
Da qui si vede perfettamente il meraviglioso Monastero dei Jeronimos e, a sinistra il CCB – Centro culturale de Belém che ospita una collezione d’arte moderna importante. L’ingresso è libero!

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Mozzafiato la vista da qua su, vero? Dietro a me il ponte 25 d’Aprile

 

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Per oggi mi fermo qui.

E’ stata una giornata piena e è ormai ora di cena. A tale proposito avrei un’idea: Proprio qui di fianco c’è un ristorante dove si mangia marisco (frutti di mare) : Cervejaria Portugália.

Una curiosità: in Portogallo, nelle cervejarias – letteralmente birrerie – oltre che bere birra, ovviamente, si mangiano frutti di mare e altre stuzzicherie.

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Secondo Giorno

 Elétrico 28

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Elétrico 28

Dalla piazza del Rossio con omonima fermata della metropolitana – imbocco Rua Augusta.

La Rua Augusta è una via pedonale, spesso ritrovo di artisti di strada, artigiani e venditori ambulanti. E’ una delle strade più importanti a livello commerciale dove si trovano diversi negozi dei più noti marchi internazionali.

arco rua augusta

In fondo alla via troviamo l’ Arco da Rua Augusta, un arco trionfale basato su un progetto di Eugénio dos Santos. La sua costruzione fu pianificata nel 1759, al momento della ricostruzione Pombalina, dopo il terribile terremoto del 1755, che distrusse il centro di Lisbona, ma i lavori furono completati solo nel 1873.

Usando un ascensore al suo interno e due rampe di scale ripide è possibile, da qualche anno, raggiungere il belvedere in cima all’Arco per 2,50 euro.

Arco da Rua Augusta

Arco da Rua Augusta

Praça do comercio

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La Praça do Comercio, ex Terreiro do Paço, affacciata sul fiume Tago, è una delle piazze più grandi d’Europa, con circa 36.000 m² (180m x 200m).

Per circa due secoli qui c’era il Palazzo Reale, nella cui biblioteca erano conservati 70 mila volumi e centinaia di opere d’arte, tra cui tele di Tiziano, Rubens e Correggio. Purtroppo tutto è andato distrutto dal terremoto del 1755.

Oggi gli edifici circondanti sono parzialmente occupati da alcuni dipartimenti governativi e, al piano terra, da ristoranti e bar.

Nel centro della piazza, si può vedere la statua equestre di D. José, eretta nel 1775 da Joaquim Machado de Castro, il principale scultore portoghese del XVIII secolo.

L’area serviva da parcheggio fino agli anni ’90 ma oggi, questo vasto spazio, viene utilizzato per eventi culturali e spettacoli.

Café Martinho da Arcada

Café Restaurante Martinho da Arcada

In piazza si trova il famoso Café Martinho da Arcada, il più antico di Lisboa (ha compiuto 235 anni), uno dei preferiti di Fernando Pessoa.
Poso approfittare per fare colazione!

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Rua Augusta

Torno ora indietro sui miei passi: ripasso sotto l’arco della Rua Augusta, ripercorro la via pedonale fino alla Rua da Conceição (la terza via che incrocio), svolto a sinistra e proseguo finché non trovo la fermata del tram 28. Non importa in che direzione lo prendo, l’idea è quella di fare il giro completo poiché, dalle finestre di questo pittoresco mezzo di trasporto, potrò apprezzare gran parte del patrimonio storico e naturale di Lisbona.

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Se non avete scelto di fare la card Viva Viajem o la Lisboa Card di cui ho parlato qui allora vi suggerisco il biglietto giornaliero Carris / Metro che costa € 6,00. Il biglietto dura 24 ore (se ad esempio lo convalidate alle 9 del mattino di oggi, potette utilizzarlo fino alle 9 di domattina).

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I tram arrivarono dagli Stati Uniti all’inizio del XX secolo per sostituire le vecchie carrozze trainate da cavalli, che all’epoca erano il principale mezzo di trasporto in Portogallo. La linea 28 è stata inaugurata nel 1913.

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Percorso – Tram 28

Il  tram 28  parte da Martim Moniz e termina a Campo de Ourique, nel Cimiterio dos Prazeres. Tuttavia, dato che è molto frequentato, ci sono tram che realizzano percorsi più piccoli, tra Graça e Estrela.
Consultando gli orari sul sito della Carris, vedo che l’intervallo di passaggio è di circa 10 minuti, ciò mi permetterà di scendere ad osservare più attentamente qualunque cosa mi attragga lungo il tragitto.

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Académia Belas Artes de Lisboa

Da Rua da Conceição decido di salire sul tram diretto a Campo de Ourique (Prazeres)
La strada si fa subito ripida, passa accanto alla Accademie delle Belle Arti e arriva al Chiado, uno dei quartieri più cosmopoliti e storici della città, tra il Bairro Alto e Baixa.

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“To be on not to be…” Teatro Nacional de São Carlos

Una novità mondiale dal 2012: Approssimativamente di un metro quadrato, il codice QR  inserito nella calçada portoghese (marciapiede) tra la libreria Sá da Costa e il negozio Paris em Lisboa, in prossimità dell’incrocio delle Rua Garrett e Serpa Pinto fa accedere alle informazioni turistiche.

Clikate qui per l’interessante video della realizzazione

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QR code

Qui possiamo trovare teatri (Teatro Nazionale di São Carlos e di São Luiz), negozi di design, gallerie d’arte, ristoranti, caffè (lo storico Café Brazileira con la famosa statua del poeta Fernando Pessoa), librerie, l’ascensore Bica e il belvedere de Santa Catarina.

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Caf̬ Brazileira РStatua di Fernando Pessoa

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Elevador da Bica

 

Miradouro de Santa Catarina

Miradouro de Santa Catarina

Il tram scende adesso per la Calçada do Combro,  passando per l’Assemblea della Repubblica (l’abbiamo vista nel film “la Casa degli Spiriti”)

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Assembleia da Republica

Sale ora verso Estrela, passando così accanto al magnifico giardino, pieno di torreggianti dragoni e alberi di jacaranda.

Potrei fare una sosta qui e visitare la maestosa Basilica da Estrela, una delle più brillanti realizzazioni del tardo barocco in Portogallo. (Ingresso gratuito)

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Basilica da Estrela

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Proseguo il mio viaggio e passo davanti alla chiesa Santo Condestável, costruita in stile neogotico in onore del Conestabile D. Nuno Álvares Pereira (1360-1431),  progettata dall’architetto portoghese Vasco Regaleira e inaugurata il 14 agosto 1951.

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Arrivo quindi al capolinea, al Cimitério dos Prazeres.

Un cimitero monumentale costruito il 1833, dopo che la città di Lisbona fu colpita da una violenta epidemia di colera: 12 ettari, tagliati da innumerevoli vie fiancheggiate da alti cipressi – Un luogo dove regna il silenzio e la quiete, che invita alla contemplazione di tutte quelle costruzioni che raccontano il passato di chi se ne è andato per sempre e di chi è rimasto con il dolore.

“La fede tiene insieme coloro che la Morte separa” recita la frase incisa su una lapide.

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prazeres

Sulla via del ritorno, all’interno della carrozza di legno del mio “Giallo” 28, proseguo il viaggio verso la parte orientale della città. Tra dossi e discese ripasso dal punto da dove sono partita e salgo sulla collina di Alfama.

Passata la Chiesa della Maddalena mi si presenta di fronte la Sé de Lisboa, monumentale Cattedrale del XII secolo, costruita sull’antica moschea musulmana della città. Le visite sono a pagamento: chiostro e tesoro € 4,00

Sé de Lisboa

Sé de Lisboa

Il vecchio tram continua la ripida salita, passando dal Miradouro de Santa Luzia a dal Largo das Portas do Sol, da dove posso godere di una delle viste più belle che Lisbona ha da offrire.

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Miradouro de Santa Luzia

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Azulejos no Miradouro de Santa Luzia

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Portas do Sol

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Portas do Sol

Entro ora nel vecchio e stretto quartiere di Alfama,  luogo di nascita del Fado groviglio di strade labirintiche, dimenticate dal tempo.

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Il trionfante 28 continua la sua scalata per la Calçada São Vicente,  arrivando a Voz Do Operaio:
Se vi trovate a compiere questo viaggio di sabato o di martedì mattina, scendete qui e andate a curiosare al mercatino delle pulci Feira da Ladra. L’accesso è piuttosto nascosto, alla sinistra del Monastero di São Vicente.

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Mosteiro São Vincente

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Da google Maps segnaletica stradale che indica la fiera

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Feira da Ladra

Infine, raggiungo il luminoso Largo da Graça, arroccato sulla collina più alta di Lisbona.

Non posso non visitare il Miradouro da Graça e Senhora do Monte e… già che ci sono, mi prendo un caffè!

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Miradouro da Graça

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Vista dal Miradouro da Graça

Posso ora prendere congedo dal mio amico 28 e tornare a piedi alla Baixa. Approfitto della vicinanza per visitare il Castelo di São Jorge e lasciarmi sorprendere dalla vista panoramica sulla valle di Lisbona e sul fiume Tejo.
guardate qui per orari e prezzo

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Castelo de São Jorge

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interno Castelo São Jorge

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vista dal Castelo di São Jorge

Prima di rientrare, mentre scendo per Rua Bartolomeu de Gusmão, mi fermo qui, al nº 11-13, per un buon bicchiere di vino nazionale.
Il Wine Bar do Castelo è una tranquilla enoteca dove trovo oltre 150 vini portoghesi al bicchiere, oltre a specialità da gourmet quali carni affumicate, formaggi, olive e altri gustosi contorni.

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Terzo giorno 

Parque das Nações

Oggi mi sposto nella parte più moderna di Lisbona dove, nella zona est della città, lungo l’estuario del Tejo, sorge il Parque das Nações

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Prendo la linea rossa della metropolitana e scendo alla fermata Oriente.

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Gare do Oriente

La moderna stazione Gare do Oriente in cui affluiscono il traffico ferroviario, autobus di linea e metro è opera dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Il disegno dei supporti metallici della copertura del recinto, di acciaio e vetro, ricordano i rami dei tanti alberi presenti a Lisbona.

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In occasione della EXPO del 1998 è stato realizzato questo ambizioso piano urbanistico che ha radicalmente trasformato la fisionomia della zona. Difatti, per realizzarlo, sono stati demoliti una raffineria, un mattatoio, una discarica e vari magazzini militari che hanno lasciato spazio a questo spettacolare quartiere residenziale.

Numerosi e talentuosi architetti hanno dato un prezioso contributo nel rendendo il Parco delle Nazioni ammirevole dal punto di vista architettonico e urbanistico, qui l’architettura e l’arte si uniscono alla natura creando una zona di svago davvero speciale e unica.

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Pavilhão de Portugal

Pavilhao de Portugal

Pavilhão de Portugal – L’edificio ha una grande piazza coperta da una imponente placca in calcestruzzo precompresso, da un progetto di Álvaro Siza Vieira che si basa sull’idea di un foglio di carta appoggiato a due mattoni.

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Oceanário de Lisboa

Da non perdere è l’Oceanário de Lisboa, considerato il miglior acquario del mondo da TripAdvisor nel 2017.
Con una superficie totale di ventimila metri quadrati, l’Oceanário ha circa 7.500.000 litri d’acqua (divisi tra più di 30 acquari) e ottomila organismi, tra animali e piante, di cinquecento specie diverse.
All’interno, l’attrazione principale è l’acquario centrale con 5 milioni di litri, che rappresenta l’Oceano Globale, in cui coesistono diverse specie di pesci come gli squali, barracuda, razze, tonno e piccoli pesci tropicali. Degni di nota sono anche i quattro diversi acquari che rappresentano, per la sua ricchezza naturale in termini di flora e fauna, gli habitat marini il Nord Atlantico, l’Oceano del Sud, il Pacifico e l’Oceano Indiano – separati dall’acquario centrale da grandi pannelli in acrilico posizionati strategicamente creando l’illusione di un unico acquario.

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Odi e Kasi

… confesso… mi sono innamorata di loro, Odi e Kasi, due lontre-marine provenienti dalla’Alaska

 

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Vasco

 

La mascotte scelta dall’Oceanário de Lisboa è Vasco, in riferimento al navigatore portoghese Vasco da Gama

 

 

 

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Marina Parque das Nações

Approfittando della sua posizione geografica, il Parco è anche orgoglioso del suo moderno porto turistico Marinha Parque das Nações con 600 posti barca, nonché infrastrutture, preparate per ospitare eventi importanti dell’attività nautica.

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Ammiro un’ultima meraviglia:
Vasco da Gama, il ponte che con i suoi 16 km di lunghezza, di cui 13 sulle acque del Tago, è il più lungo al mondo.

La sua bellezza mi emoziona…

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Bene amici, i tre giorni sono giunti al termine ma… se avete ancora un po di tempo, ecco altre cose da fare e da vedere a Lisboa

A presto.

m.s.

Se avete domande e suggerimenti scrivetemi nei commenti
Ciao dalla Vostra Crackita!

 

 

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🌍Olá! Mi presento…

Comments 8 Standard

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Olá!
Questa sono io e quella di schiena il mio alter-ego umano.
In questo blog vi racconterò i miei viaggi in luoghi vicini e lontani:
cosa faccio, dove vado, cosa e dove mangio e qualche curiosità
Spero ti diverta 😉

Olá!
This is me and the one turned on her back is my human alter-ego.
In this blog I’ll tell you about my travels near and far:
what I do, where I go, what and where I eat and some curiosities
Hope you enjoy 😉

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“Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni.
Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà.
Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque,
e partire alla conquista del mondo.”
Isabelle Eberhardt



“Leaving is the most beautiful and courageous action of all,
maybe a selfish joy, but a real joy, for those who can give value to freedom.
Being alone, without needs, strangers, foreigners and yet feeling at home everywhere, and setting off to conquer the world.”
Isabelle Eberhardt


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