CORONAVIRUS – diritto al rimborso viaggi

L’argomento Coronavirus tocca da vicino noi viaggiatori. Molti di noi sono indecisi se programmare o meno un viaggio a breve o a lungo termine, ma i più confusi riguardo l’attuale situazione, sono quelli che hanno ormai un viaggio prenotato. Chi decide di partire ugualmente teme venga loro vietato l’ingresso oppure di dover rimanere in quarantena per il primo periodo, nel luogo di destinazione.

Numerose sono le telefonate fatte in queste ore a agenzie di viaggio, tour operator, associazioni dei consumatori, alberghi e compagnia aeree, da parte di chi si trova costretto a cancellare un viaggio perché ha come destinazione una delle cosiddette “zone rosse”, da chi da quelle zone vorrebbe rientrare in Italia ma non lo può fare, ma anche da molti che semplicemente, in preda al panico, vorrebbe cancellare un  viaggio che non ha diritto a rimborso – perché diretti a zone che nulla hanno a che fare con il virus oppure perché la data di partenza è troppo in là nel tempo.

La domanda che molti di noi si sta facendo in questi giorni è: “Se cancello la mia vacanza, avrò diritto a un risarcimento?”

Ivana Jelinic, presidente di Fiavet Nazional, ci chiarisce un po’ di dubbi, anche se la situazione è ancora da definire e si attendono i decreti attuativi dei provvedimenti presi dal Governo per il contenimento dei contagi, limitati sia dal punto di vista territoriale (le zone rosse dove ci sono i focolai) e temporale (14 giorni).

Hanno diritto al rimborso o a una nuova prenotazione (riprotezione) solo i viaggiatori che hanno un viaggio nelle zone rosse e hanno in programma una partenza entro il 7 marzo, in tutti gli altri casi ci sono le solite regole e le solite penali.

Ivana Jelinic ci spiega anche che è il Governo a dovere intervenire, che le imprese turistiche (che muovono il 13% del pil di questa nazione) non possono essere lasciate da sole. I vettori aerei (quasi tutti stranieri) devono essere messi dal nostro Governo nella condizione di dover provvedere ai rimborsi perché non è ipotizzabile che tutto sia scaricato sulle imprese italiane, e che ciò è già stato chiesto al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli.

Per quanto riguarda i paesi stranieri, che hanno applicato restrizioni all’Italia, Jelinic ci dice che serve ancora capire cosa ci sia di vero e ufficiale, in questo momento come notizie si sta rincorrendo la qualsiasi. Prima di ingenerare il panico totale anche lì e bloccare definitivamente tutti gli spostamenti degli italiani e creare altri gravi danni, si deve aspettare e avere le idee un po’ più chiare. Il suo consiglio rivolto a chi vuole disdire viaggi di aprile è di aspettare perché tutto potrebbe ‘normalizzarsi’.

Codacons (coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) che nelle ultime 48 ore è stato sommerso dalle richieste di aiuto di consumatori, dichiara: “E’ gravissimo che compagnie aeree, portali di prenotazioni online e strutture ricettive rifiutino di rimborsare gli utenti che, per cause di forza maggiore, intendano rinunciano a partenze e soggiorni”. Per questo motivo, ha preparato un facsimile di diffida attraverso il quale i consumatori chi si vedono negare i rimborsi possono, sulla base degli ultimi decreti del Governo e in virtù della situazione di forza maggiore determinatasi, diffidare gli operatori alla restituzione di quanto speso e chiedere alla Procura competente l’avvio di un’azione penale per la possibile fattispecie di appropriazione indebita. Il modulo è stato pubblicato sul sito dell’associazione e lo potete trovare qui.

Per conoscere blocchi e restrizioni di voli provenienti dall’Italia, vi consiglio questa pagina aggiornata o l’area riservata del sito della Farnesina.

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